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Condannata la guardia medica a due anni

E stata condannata a 2 anni e 1 mese di reclusione Irene Medori, professionista in servizio nella guardia medica di Venaria Reale attiva anche nella zona di Robassomero, rinviata a giudizio con l'accusa di omissione e rifiuto di atti d'ufficio.

Condannata la guardia medica a due anni
Cronaca 18 Maggio 2017 ore 15:22

E stata condannata a 2 anni e 1 mese di reclusione Irene Medori, professionista in servizio nella guardia medica di Venaria Reale attiva anche nella zona di Robassomero, rinviata a giudizio con l’accusa di omissione e rifiuto di atti d’ufficio.

E stata condannata a 2 anni e 1 mese di reclusione Irene Medori, professionista in servizio nella guardia medica di Venaria Reale attiva anche nella zona di Robassomero, rinviata a giudizio con l’accusa di omissione e rifiuto di atti d’ufficio. Al medico, di 61 anni (avvocato Manuel Peretti), si contestano vari episodi, per i quali l’AslTo3 assistita dall’avvocato Andrea Castelnuovo, ha chiesto un risarcimento danni di 40.000 euro complessivi. 20.000 euro per i danni morali e la restante parte per il danno contrattuale. Il collegio presieduto dalla dottoressaElena Stoppini, ha stabilito una provvisionale immediatamente esecutiva, di 20.000 euro. L’Asl, avrà facoltà in sede civile di esigere, la restante parte di denaro.
Gli episodi contestati si sarebbero verificati dal 2014 al 2016. Il 3 maggio del 2015 la Medori si sarebbe rifiutata di andare a visitare una paziente presso il suo domicilio, benché fosse a conoscenza che la stessa soffrisse del morbo di Parkinson e per tanto fosse impossibilitata a spostarsi. La signora però non si è persa d’animo e per poter esercitare il suo diritto a ricevere l’assistenza sanitaria, ha chiamato il 112. Solo dopo essere stata contattata dai militari dell’arma, la Medori si sarebbe recata a casa della paziente.«Il medico si è rifiutata di visitare la paziente e solo dopo molta insistenza siamo riusciti a convincerla , ma ha voluto che fosse presente la figlia della donna». Queste le parole di una delle addette del 118 intervenuta sul posto. In altro caso il medico indicava telefonicamente ad un paziente di assumere un certo medicinale, ma si rifiutava di andare a casa sua e di fornirgli la ricetta. Non solo, al medico viene contestato che il 27 luglio del 2014, si sarebbe recata durante l’orario di lavoro e utilizzando l’auto dell’AslTo3, al supermercato per fare la spesa. Pochi mesi dopo, nel novembre del 2014, si sarebbe allontanata dello studio mezz’ora dopo il suo ingresso senza un apparente motivo, causando l’interruzione del servizio. Più recentemente, il 2 febbraio del 2016 l’imputata non si sarebbe presentata in servizio per svolgere il suo lavoro senza fornire spiegazioni.

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