di Piercarlo Gattolin
Le case Atc di Leini hanno crepe sui muri della facciata e anche balconi che perdono i pezzi. Preoccupa lo stato degli immobili di via Lombardore 294. E diversi alloggi sono vuoti.
Le case Atc di Leini hanno crepe sui muri
Crepe sui muri, balconi deteriorati e appartamenti chiusi da tempo. La situazione delle palazzine Atc di via Lombardore 294 preoccupa gli inquilini, che da mesi segnalano all’amministrazione comunale il degrado crescente degli immobili. Le facciate presentano evidenti segni di ammaloramento, mentre all’interno del complesso residenziale diversi alloggi rimangono inspiegabilmente vuoti, sollevando interrogativi sulla gestione del patrimonio edilizio pubblico.
Il sindaco Torella
Il sindaco Luca Torella dichiara di aver affrontato la questione dopo aver raccolto le numerose segnalazioni dei residenti durante una serie di incontri dedicati.
«Nel corso di numerosi incontri avuti con gli inquilini delle case Atc, abbiamo raccolto le varie segnalazioni che abbiamo provveduto a girare al presidente dell’Agenzia», ha spiegato il primo cittadino, confermando che l’amministrazione si è attivata per portare all’attenzione dell’Agenzia territoriale per la casa i problemi strutturali evidenziati dagli abitanti. La vera novità riguarda però gli appartamenti vuoti. Durante gli stessi incontri con i residenti è emerso che nel complesso esistono alloggi inutilizzati, una situazione paradossale in un contesto di forte domanda abitativa. Il nodo da sciogliere è di natura proprietaria: le abitazioni, sebbene gestite dall’ATC, appartengono al comune di Torino. Lo scorso 28 ottobre, il sindaco Torella ha incontrato la vice sindaca del capoluogo piemontese e l’assessore Jacopo Rosatelli per trovare una soluzione che permetta di sbloccare la situazione.
L’accordo
«Le parti politiche non hanno avuto difficoltà a trovare un accordo», ha confermato il primo cittadino, aggiungendo che ora gli uffici tecnici sono al lavoro per tradurre in pratica le indicazioni e consentire all’amministrazione locale di intervenire su quelle abitazioni. Ben diverso è lo scenario delle case popolari di Campo Marzo, gestite dal Consorzio Intercomunale Torinese. Qui l’edilizia pubblica guarda al futuro: il CIT, che opera sul territorio dal 1980 con la missione di costruire e gestire alloggi per le fasce sociali più fragili, è entrato a far parte della rete Solar Valley ETS. L’adesione apre la strada a un progetto innovativo che punta a installare pannelli solari sugli edifici residenziali, coniugando inclusione sociale e sostenibilità ambientale. Attraverso la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, gli inquilini potranno beneficiare di autonomia energetica locale e riduzione dei costi, trasformando le abitazioni popolari in avamposti della transizione ecologica nell’area metropolitana torinese. In questo progetto, che vedrà coinvolti diversi complessi abitativi di tutta la provincia di Torino, dovrebbe rientrare anche il complesso residenziale delle abitazioni CIT di Campo Marzo.
