"regalo" a natale

A Rivarolo aumenta l’Imu 2026: duro scontro fra maggioranza e opposizione

Palazzo Lomellini diventa teatro di una lunga e tesa seduta natalizia: l’annuncio del ritocco Imu accende il dibattito, ricompatta le minoranze e fa esplodere polemiche politiche e personali fino a notte fonda

A Rivarolo aumenta l’Imu 2026: duro scontro fra maggioranza e opposizione

di Maurizio Vermiglio

A Rivarolo aumenta l’Imu 2026: duro scontro fra maggioranza e opposizione

Palazzo Lomellini diventa teatro di una lunga e tesa seduta natalizia: l’annuncio del ritocco Imu accende il dibattito, ricompatta le minoranze e fa esplodere polemiche politiche e personali fino a notte fonda.

Ultimo Consiglio comunale dell’anno

Mentre Rivarolo luccica di luminarie e negozi agghindanti per lo shopping natalizio il clima all’interno della sala aulica di Palazzo Lomellini è tutt’altro che benevolo.
Complice lo sgradito regalo dell’Amministrazione, l’aumento dell’Imu, Bertot si trasforma in un «Grinch» guasta feste mentre Helen Ghirmu pur di non fare un cadoux alla maggioranza, «finge» rinnovata amicizia e stima nei confronti dell’ex collega («odiata») di Giunta (ai tempi di Rostagno) Lara Schialvino, per un ponte politico che è tutto, fuorché di Pace. La serata (iniziata alle 19 e terminata oltre la mezzanotte: c’è chi addirittura siede su uno dei seggi più importanti dell’Assise sorseggiando una lattina di «RedBull» senza zucchero, probabilmente per combattere improvvisi colpi di narcolessia) inizia subito con una sospensione. Motivo? Una riunione lampo della conferenza dei capigruppo per discutere una mozione della maggioranza a sostegno dei lavoratori Konecta S.p.a., ex Comdata. Interruzione che termina quasi subito, però, perché Bertot fa saltare il banco dopo pochi istanti: «Io, quel documento, non lo appoggio» e senza unanimità, inutile, inserirla nell’ordine del giorno. Cassato. E il primo botto, lieve, è esploso.

A Rivarolo aumenta l’Imu 2026

Ma quello più fragoroso arriva quando il sindaco annuncia: «Sull’imposta municipale propria 2026 abbiamo ritenuto di apportare una modifica all’aliquota. Restano tutte invariate, tranne una. Era dal 2017 che non subivano variazioni, ma da quest’anno, per garantire l’equilibrio di bilancio, quella relativa ad “altri fabbricati diversi dalla abitazione principale” passa da 0.95 a 0.99, dato che comunque resta tra i più bassi del Canavese». E aggiunge. «Il tetto massimo è 1,06 che applicano, ad esempio, città come Chivasso, Cirié o Ivrea. Per dire che il nostro è un “ritocco” che nonostante tuto pone Rivarolo al di sotto dello standard di Comuni che prendiamo ad esame e come riferimento. Avrei preferito non farlo, ma le condizioni della finanza locale sono sempre più stringenti, e abbiamo ritenuto di chiedere un piccolo sacrificio, che non determinerà importi particolarmente onerosi, e tra l’altro non a tutti, visto che si tratta di 150.000 euro di gettito in entrata per la spesa corrente».

Bertot a gamba tesa

Ed è questa la «bomba Maradona», a proposito di giochi pirotecnici, che fa detonare Bertot.
«Capisco tutto, ma sembra che questo bilancio di previsione l’abbia scritto Landini! Ma avete applicato una patrimoniale, perché l’Imu è una patrimoniale.
Esattamente quello che avrebbero fatto Schlein o il segretario della Cgil; ne prendo atto. E ovviamente voto contro. E’ una questione culturale e l’ho dimostrato quando ho amministrato: non ho mai messo le mani nelle tasche dei cittadini, ma ho sempre agito eventualmente sulla spesa. Si potevano introdurre elementi di elasticità sulle uscite, ma avete preferito un’entrata garantita. Così parte dei rivarolesi pagheranno nel 2026 questi 150.000 euro in più che entreranno in cassa».

Anche Ghirum accusa

Ci pensa poi Helen Ghirmu a rincarare la dose. «Ma con questi 150.000 euro che facciamo? Avete già individuato dei servizi da implementare o lo fate solo per cassa? Ho trascorso 5 anni da assessore al commercio con occhio attento alla cautela alla spesa, per non aumentare appunto la tassazione, e voi non riuscite proprio ad evitare questo aumento delle tasse? Ci vuole cautela sì, ma nella (vostra) spesa: questa è davvero una scelta infelice, in un momento, storico, poi… Va da sé che il nostro voto non potrà che essere no». E qui si compie il primo miracolo di Natale: le opposizioni compatte (anche le ex amiche-nemiche: Scalvino-Ghirmu) alzano la mano insieme per indicare la stessa volontà.

La difessa dell’assessore Ponchia

A cercare di difendere l’operato della Giunta è l’assessore al commercio Sandra Ponchia. «Vorrei sottolineare che dalle simulazioni fatte, un contribuente che paga 3.000 euro ne pagherà con questo ritocco 3.050. E parliamo di chi ha uno o più negozi: è un aumento risibile». E sul punto Ghirmu allarga il sorriso e Ponchia non la prende bene. «Non rida consigliera quando parlo! E poi se pagassimo tutti, oggi non parleremmo di questo aumento».

La replica di Ghirmu

La replica arriva puntuale: «Tendo a sorridere nella vita, ma non per sminuirla. Poi, sa… prima Bertot parlava di Landini indicando voi e io, mi rifaccio a Gaber, per capire cosa è o dov’è la destra e la sinistra. In ogni caso, ribadisco che dissento. Le imposte sono impopolari. Un aumento è disturbante e disaffezione. Comunque convengo con Bertot (è la seconda magia di serata del Natale, ndr): questione di scelte. La Festa dello sport col mio format costava 2.000 col vostro 4.500 euro: avete tolto l’organizzazione alle associazione e affidato a professionisti un evento rodato e che funzionava raddoppiando la spesa; per avere maggiore immagine? O i 35.000 per il Summer Festival. Sono scelte e voi avete scelto di aumentare le tasse».

L’affondo di Bertot

E che a Natale succedono cose imponderabili lo si capisce quando Bertot scende in campo a difesa di Ghirmu: «Ride perché le piace fare la “piaciona”», richiamando un’infelice battuta di qualche tempo fa del sindaco Zucco Chinà nei confronti della leader di Energia Per Rivarolo, che fece tanto rumore, almeno quanto i botti esplosi l’altra sera in consiglio.