di Maurizio Vermiglio
Sindaco Martino Zucco Chinà, l’anno 2025 è stato un anno “pieno”, partito, cioé, con la velocità iniziale dei primi sei mesi già alle spalle, quelli dal giugno 2024 periodo in cui venne eletto. Di questi dodici mesi (quasi) in archivio il Lodo Asa è stato per parecchio tempo al centro della sua agenda: il 2026 sarà l’anno del closing? Il Canavese potrà definitivamente archiviare (ma senza dimenticare) questa pagina politico-economica?
«Confido davvero che il mese di gennaio possa consentire alla Regione di contribuire in modo rilevante (un milione di euro, ndr) a sbloccare il termine economico di gradimento per addivenire all’accordo transattivo. Sarebbe un risultato di straordinaria importanza, certamente dal punto di vista finanziario per le casse di tutti i comuni, ma altrettanto sul piano psicologico per gli amministratori pubblici del territorio. La vertenza Asa negli ultimi anni ha rappresentato un potente vincolo allo sviluppo di ogni singolo comune in termini di progettazione e di realizzazione. Ripartire con la mente sgombra e con energie non più condizionate da quella spada di Damocle non potrà che fare bene a tutte le amministrazioni. Dal punto di vista dell’esperienza maturata sarà bene che la vicenda Asa venga ricordata per evitare che in futuro la classi politiche canavesane abbiano la tentazione di ricadere nei gravi errori strategici e gestionali che la caratterizzarono».
Tra i grandi temi, la sua amministrazione ha riversato molte energie sulla riqualificazione delle aree urbane dismesse e abbandonate. Per alcune, il nuovo anno sarà il momento dell’inaugurazione – penso all’area ex Salp – mentre per altre, come l’ex Vallesusa, c’è un’orizzonte?
«La rigenerazione dell’area Salp sta procedendo molto bene, ma personalmente sarò soddisfatto solo quando, completate tutte le opere di urbanizzazione previste, l’area assumerà la sua versione definitiva compreso l’insediamento di eventuali altre presenze commerciali. Compatibilmente con le condizioni previste a Prgc, la mia amministrazione si è focalizzata sul rilancio del Vallesusa che per dimensione, varietà di interlocutori privati e conseguenti problematiche amministrative e urbanistiche rappresentanti un banco di prova davvero impegnativo. Nonostante ciò, qualcosa si sta già muovendo. Mi riferisco essenzialmente all’area Cantoni, i 30.000 metri quadrati che costeggiano via Colombo, dove sta prendendo corso un’ipotesi progettuale di assoluto interesse per la città, a partire da un non più differibile intervento di bonifica complessiva della proprietà. Nonostante tutte le cautele del caso, sono propenso a credere che l’avvio della trasformazione potrebbe stimolare ulteriori investimenti, fatta salva la soluzione di una serie di problematiche che negli ultimi anni hanno impedito lo sviluppo completo delle enormi potenzialità imprenditoriali dell’area più strategica di tutta la città».
Rimanendo sulla porta a nord di Rivarolo: il “sogno” – teatro e centro fieristico – si sta tramutando in realtà? L’anno che verrà potrà essere quello in cui si metteranno le basi per qualcosa di concreto? O il percorso è ancora molto lungo?
«Di potenzialità imprenditoriali occorre parlare anche a proposito di quella parte di Vallesusa tuttora di proprietà di Unicredit Leasing. Quella, come è noto, al suo interno ospita il teatro da anni inutilizzato e gli spazi che furono del Museo della Locomozione e quelli a vocazione espositiva. Detto che si potrebbe avviare anche una trattativa parziale del tipo “portiamoci a casa almeno il teatro” io, al momento, mi ostino a lavorare su un progetto unico e unitario basato su una grande iniziativa inclusiva di aggregazione socio-sportiva-culturale che possa rispondere al fabbisogno non solo di Rivarolo, ma almeno del Canavese Occidentale. È un grande sogno, lo riconosco, ma per il quale sono state avviate delle iniziali interlocuzioni verso importanti istituzioni filantropiche per individuare il percorso e le relazioni più opportuni a raggiungere lo scopo. Onestamente non vedo una soluzione a breve perché, dai termini economici di una possibile operazione, alla difficoltà di cogliere l’allineamento di tante sensibilità e volontà politico-finanziarie, è indispensabile un lavoro di cucitura di rapporti e di sinergie al quale vorrò dedicarmi con più intensità una volta archiviata la pratica ASA, naturalmente partendo da quanto già è stato fatto in particolare grazie all’azione esplorativa dell’assore Alessia Cuffia».
Alla fine del 2026 taglierà il giro di boa e si ritroverà nel mezzo del cammin della sua legislatura: si riterrà soddisfatto se… ?
«Intanto, se arriverò a fine 2026 con la stessa armonia a livello di rapporti in seno a giunta e maggioranza vorrà dire che l’esperimento politico ha funzionato, dimostrando, come finora sta accadendo, che i contenuti pragmatici del programma di “Noi Rivarolo” e la squadra allestita con le perplessità di concorrenti e di osservatori neutrali, erano in realtà tutt’altro che un’operazione “contro natura”».
Eventi di Natale appena consumati, patronali più “coinvolgenti”, intrattenimenti che sono volano sociale, certo, ma anche per il commercio. Rivarolo sta recuperando, secondo lei, il suo appeal? Tornerà ad essere il centro di gravità permanente dello shopping canavesano?
«Credo di poter dire che, con un’immagine a volte meno nitida, Rivarolo sia da almeno trent’anni il centro canavesano più dinamico a livello commerciale del Canavese Occidentale. Ora, quello che interessa all’amministrazione, è il consolidarsi di un sistema cittadino di servizi pubblici e privati che concorrono ad alimentarsi a vicenda in una spirale positiva. Come amo ripetere, la filiera scolastica dall’asilo nido all’Aldo Moro, è una potente leva quotidiana in grado di attivare studenti e famiglie 250 giorni l’anno. Il ventaglio di attività sportive che si possono praticare in città è un’altra calamita efficace di giovani e meno giovani. Una presenza così numerosa di banche e assicurazioni è un altro indice di salute dell’economia locale. Il nostro compito di assicurare con il contributo fondamentale delle forze dell’ordine il più favorevole clima di sicurezza sociale e il decoro urbano rinnovato che apprezzano soprattutto coloro che vivono in altre realtà a maggior disagio sociale. Faremo un ulteriore scatto in avanti come quando il sistema pubblico di trasporto su rotaia e su gomma salirà ancora in termini di efficienza e comodità. Non sono sono auspici, ma temi di confronto e di sollecitazione verso le istituzioni e gli enti preposti».
Lei è anche uomo di sport, non fosse altro per aver difeso sul parquet i colori dell’Usac Basket Rivarolo. Ebbene: la Rivarolese calcio sta rendendo onore all’investimento fatto al Polisportivo dove gioca, con un brillante primo posto, ma più in generale che augurio fa al mondo sportivo della Città?
«In realtà io ho dato molto poco allo sport in termini agonistici. Spero di essermela cavata meglio come esempio di sportività, rispetto verso arbitri e avversari, lealtà verso i compagni di squadra. Ringrazio tutte le società sportive e gli atleti individuali che concorrono con i loro risultati a diffondere un’immagine sana e dinamica di Rivarolo. Prometto il massimo impegno amministrativo per tentare di individuare sempre più spazi idonei alla pratica sportiva e favore così di un’alleanza educativa a favore dei nostri giovani».
E ai cittadini di Rivarolo, se non una promessa, che messaggio vuole mandare?
«In vista del nuovo anno il sentimento preponderante è di gratitudine verso quei cittadini che operano per il benessere collettivo con passione, sacrificio e senso di responsabilità. Un lunghissimo elenco di persone, che per consapevole scelta professionale o per entusiastica adesione volontaria, contribuiscono quotidianamente a garantire i capisaldi della nostra sicurezza individuale e sociale, delle nostre libertà e della nostra democrazia. L’amministrazione è impegnata a mantenere con ciascuna istituzione o associazione di cui fanno parte, un dialogo aperto, attento, sensibile e sinergico. Solo così è possibile immaginare, anche in periodi di incertezza economica e di grandi cambiamenti socio-culturali, uno sviluppo della nostra comunità armonico, solidale e inclusivo».