L'intervista

Cirié guarda al futuro: il bilancio dei 120 anni e le opere del 2026

«Entro il 2026 saranno completati la nuova scuola dell’infanzia di via Rossetti, l’Auditorium di via D’Oria (un vero teatro) e la riqualificazione di corso Nazioni Unite».

Cirié guarda al futuro: il bilancio dei 120 anni e le opere del 2026

di Roberta Vernè

Cirié, città capofila del Ciriacese, capace di racchiudere in sé bellezza, storia e tradizioni, ma con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione. Il 2025 è stato un anno memorabile per Cirié, che ha festeggiato i 120 anni dalla proclamazione a Città avvenuta nel 1905. Abbiamo ripercorso le tappe salienti di questo anniversario e i progetti futuri con il sindaco Loredana Devietti.

Si chiude un anno ricco di eventi per la Città di Cirié e i suoi 120 anni. Vorremmo fare con lei un bilancio di come è andata.

«Il 2025 è stato veramente un anno speciale per Cirié perché abbiamo celebrato il 120° anniversario dell’intitolazione a città avvenuta nel 1905 ad opera del re Vittorio Emanuele III. Una ricorrenza particolare e sentita che abbiamo voluto festeggiare coinvolgendo la cittadinanza con un mix di iniziative di vario genere. A coronare il calendario è stata la giornata dell’8 giugno con una celebrazione nei giardini di Palazzo D’Oria che ha coinvolto tutta Cirié. Gli eventi targati #cirié120 non solo sono piaciuti tanto a residenti e visitatori ma hanno anche rafforzato la nostra comunità».

Quali sono stati gli eventi tra quelli organizzati che l’hanno resa più fiera e quali quelli che l’hanno emozionata di più?

«L’8 giugno abbiamo sotterrato nel giardino una capsula del tempo indirizzata alla Cirié del futuro, con i pensieri dei neo maggiorenni e oggetti della loro infanzia. È stato un momento molto emozionante. Ma non posso non citare i 120 eventi che hanno animato la città, come lo spettacolo di Arturo Brachetti in Piazza D’Oria, le manifestazioni estive e il ciclo di approfondimenti storici che ha lasciato in eredità anche un libro per bambini dedicato alla nostra storia».

La cultura e l’arte sono state due delle grandi protagoniste nell’anno del 120°.

«Le mostre a Palazzo D’Oria sono state il fiore all’occhiello: da quella dedicata a Romano Gazzera ai “giardini segreti” di Maria Chiara Piglione e Alessandro Pession, fino ad Angelo Barile. L’anno si sta concludendo con le “Regine” di Titti Garelli, che sta riscontrando un grande successo di pubblico e critica, attirando visitatori anche da fuori territorio».

Palazzo D’Oria è stato il fulcro della maggior parte di eventi. Cosa significa per lei questo Palazzo?

«Siamo fieri del nostro Palazzo D’Oria. Sta completando la sua trasformazione in polo artistico e culturale di rilievo, capace di entrare nei circuiti espositivi più importanti. Ne è dimostrazione il fatto che un tour operator specializzato come Somewhere abbia scelto Cirié per estendere le sue proposte in provincia».

Non solo cultura ma anche lavori pubblici. Ci illustri quelli più importanti e come sarà il 2026?

«Grazie ai bandi PNRR e non solo, abbiamo avviato tanti progetti. Entro il 2026 saranno completati la nuova scuola dell’infanzia di via Rossetti, l’Auditorium di via D’Oria (un vero teatro) e la riqualificazione di corso Nazioni Unite. Siamo a buon punto con il Palazzetto dello Sport in via Grande Torino e proseguiremo con l’ex Interchim: abbiamo appena vinto un finanziamento regionale di oltre 1,7 milioni di euro per la forestazione urbana, che permetterà di creare giardini pluviali e percorsi narrativi dedicati alla storia della fabbrica».