«Rampa pericolosa all’Asl di Rivarolo»: la battaglia di un cittadino per l’accessibilità. Da anni segnala criticità all’ingresso di via Piave: «Con pioggia e ghiaccio è impossibile entrare in sicurezza».
«Rampa pericolosa all’Asl di Rivarolo»
Da anni combatte una battaglia che considera di civiltà, sicurezza e rispetto dei diritti di tutti. Armando Crepaldi, rivarolese che compirà 80 anni ad aprile, ha deciso di alzare nuovamente la voce per denunciare una situazione che, a suo dire, non può più essere ignorata: la rampa esterna di accesso ai locali dell’Asl di Rivarolo Canavese, in via Piave, non sarebbe a norma e rappresenterebbe un serio pericolo per persone con disabilità, anziani e genitori con passeggini. Secondo Crepaldi, il problema principale riguarda la pendenza eccessiva della rampa e il fondo scivoloso, che renderebbero l’accesso difficoltoso e, in alcune condizioni, addirittura impossibile.
Le criticità
«Sono anni che denuncio questa cosa – spiega – da quando accompagnavo mia moglie in carrozzina. Salire non era comodo e spesso nemmeno sicuro». Una situazione che, con il maltempo, diventa ancora più critica. «Nelle giornate di pioggia o con la neve era un incubo – racconta – più di una volta sono stato costretto a rinviare una visita, magari attesa da mesi, perché non riuscivo ad accedere ai locali in sicurezza». Un disagio che, per Crepaldi, non riguarda solo la sua esperienza personale, ma tutte le persone fragili che quotidianamente si recano negli ambulatori Asl. Negli anni il rivarolese si è rivolto a più interlocutori istituzionali. «Sono andato anche dall’allora sindaco Alberto Rostagno – ricorda – ma mi è stato risposto che la competenza non è comunale, bensì dell’Asl». Una spiegazione che non lo ha convinto, soprattutto per quanto riguarda la gestione ordinaria della sicurezza. «Quando nevica o le temperature scendono sotto zero – sottolinea – nessuno sparge neanche il sale. Il ghiaccio si forma e il rischio è quello di scivolare e battere la testa». Parole dure, accompagnate da una domanda che suona come un’accusa: «Cosa aspettano prima di intervenire? Che ci scappi il morto? Quando succede, sarà troppo tardi».
La denuncia
Una preoccupazione che lo ha spinto, nella scorsa primavera, a compiere un passo ulteriore: presentare una formale denuncia ai carabinieri di Rivarolo, la cui caserma si trova a pochi metri dalla sede Asl. «Sono venuti, hanno fatto le loro valutazioni e raccolto la mia denuncia – racconta – ma da allora non ho più saputo nulla. È passato quasi un anno e non ho ricevuto risposte». Nel frattempo, secondo quanto riferito a Crepaldi, un intervento sarebbe già stato messo in programma. «Mi era stato detto che i lavori sarebbero partiti nella primavera del 2025 – spiega – che l’Asl era a conoscenza del problema e sarebbe intervenuta. Ora però siamo a gennaio 2026 e non si vede ancora nulla». Per l’anziano rivarolese, una semplice sistemazione non basterebbe. «Bisognerebbe rifare la rampa in modo adeguato – conclude – e prevedere anche una pensilina, così chi entra non si bagna quando piove e non si forma il ghiaccio con il freddo». Una richiesta che, al di là della protesta personale, punta a garantire un accesso realmente sicuro e dignitoso per quello che è un servizio pubblico essenziale.