la sentenza

Albero cade sulla strada e uccide un tassista: due funzionari Anas condannati a Torino

Per la morte di Ezio Cauda a Pino Torinese scattano le condanne per omicidio colposo e un risarcimento immediato da 310 mila euro ai familiari

Albero cade sulla strada e uccide un tassista: due funzionari Anas condannati a Torino

di Fabrizio Maffei

Albero cade sulla strada e uccide un tassista: due funzionari Anas condannati a Torino

Per la morte di Ezio Cauda a Pino Torinese scattano le condanne per omicidio colposo e un risarcimento immediato da 310 mila euro ai familiari.

Albero cade sulla strada e uccide un tassista

Condannati due funzionari Anas mentre ai familiari del cinquantaseienne morto a Pino Torinese spetta un risarcimento iniziale di 310mila euro. Il 7 agosto del 2022 il tassista, Ezio Cauda, perse la vita quando, durante un violento temporale notturno, un pioppo si abbatté sulla vettura che stava conducendo lungo una strada della collina di Torino.
Cauda lavorava come tassista e, quella notte, stava portando una cliente da Torino a Castelnuovo Don Bosco. Pioveva e c’era forte vento. In strada Traforo, a Pino Torinese, all’improvviso un pioppo cadde e travolse la sua macchina dal lato del guidatore. Infatti la passeggera rimase illesa, mentre lui morì sul colpo. Originario di Borgaro Torinese, era molto conosciuto anche come chitarrista.

Cosa prevede la sentenza

Secondo l’inchiesta della Procura torinese, gli imputati avrebbero dovuto rimuovere l’albero in precedenza e non avrebbero: «Adottato le cautele necessarie alla sua manutenzione per prevenirne la caduta». Sicuramente, da tempo, il tronco era parecchio inclinato. Gli inquirenti hanno documentato come, nei mesi precedenti l’incidente, in quel tratto di strada ci siano stati diversi altri crolli di alberi. L’Anas ne era a conoscenza, visto che la questione era stata al centro di diverse interlocuzioni tra i tecnici. Dopo la tragedia, più volte la strada è stata chiusa al traffico per il taglio di porzioni di boscaglia.
Per la sua morte, venerdì 9 gennaio, il Tribunale del capoluogo piemontese ha condannato per omicidio colposo un anno e otto mesi di carcere per Eugenio Vetri, capo centro e responsabile della manutenzione della strada per conto di Anas, che la gestisce. Per il capo nucleo Giuseppe Guglielmino, invece, il dispositivo prevede un anno e quattro mesi di reclusione. Le pene sono sospese per la condizionale.

Una assoluzione

È stata invece pronunciata una sentenza di assoluzione per un terzo funzionario Anas e per le due donne considerate proprietarie del terreno su cui era radicato l’albero: nel corso del procedimento si è accertato che l’area, in realtà, era riconducibile al Demanio. Difendevano gli imputati gli avvocati: Enrico Girardi, Maria Grazia Pellerino, Giulio Calosso, Matteo Bonatti e Paolo Ciccarelli.

Indennizzo alla famiglia

I due condannati, in solido con l’Anas (chiamata in causa come responsabile civile), dovranno indennizzare i familiari della vittima in un processo separato e versare immediatamente provvisionali per un totale 310 mila euro. «Per ora siamo soddisfatti» ha dichiarato l’avvocato Fabio Ghiberti, uno dei legali di parte civile ai cronisti.