la richiesta di chiarimenti

TARI nelle aree montane, Costa (Indipendenza Canavese): «Verificare l’accessibilità ai fabbricati per tariffe eque e trasparenti»

La proposta del Movimento Indipendenza Canavese alle Unioni Montane: censire chiusure e limitazioni per valutare eventuali riduzioni della tassa rifiuti

TARI nelle aree montane, Costa (Indipendenza Canavese): «Verificare l’accessibilità ai fabbricati per tariffe eque e trasparenti»

TARI nelle aree montane, Costa (Indipendenza Canavese): «Verificare l’accessibilità ai fabbricati per tariffe eque e trasparenti». La proposta del Movimento Indipendenza Canavese alle Unioni Montane: censire chiusure e limitazioni per valutare eventuali riduzioni della tassa rifiuti.

TARI nelle aree montane

Una verifica preliminare sull’accessibilità ai fabbricati delle aree montane e sulla reale fruibilità del servizio di raccolta rifiuti: è questa la proposta avanzata dal Movimento Indipendenza Canavese alle Unioni Montane del territorio. L’iniziativa è stata formalizzata da Raffaele Costa, consigliere comunale di Pont Canavese e dirigente nazionale del Movimento Indipendenza, con l’obiettivo di garantire una TARI proporzionata, trasparente e coerente con i servizi effettivamente resi.

«Non parto dal presupposto che esistano situazioni irregolari – chiarisce Costa – ma è possibile che in alcuni periodi dell’anno fattori oggettivi, come frane, dissesti, lavori o chiusure stagionali, abbiano inciso sull’accessibilità ai fabbricati. Ritengo quindi doveroso acquisire un quadro chiaro e completo, esclusivamente a fini conoscitivi e di trasparenza».

La richiesta è stata indirizzata alle Unioni Montane in quanto ritenute gli enti più idonei a raccogliere e coordinare le informazioni provenienti dai Comuni aderenti. «Ho scelto le Unioni Montane – spiega Costa – perché possono fornire un quadro omogeneo e condiviso della situazione sul territorio. La mia è una richiesta conoscitiva, che non intende attribuire responsabilità, ma raccogliere dati utili».

Si chiede una valutazione

La comunicazione è stata inviata alle Unioni Montane Valli Orco e Soana, Gran Paradiso, Alto Canavese, Val Gallenca, Valchiusella e Valle Sacra. Nel dettaglio, la proposta chiede di verificare l’eventuale presenza di ordinanze di chiusura di strade o piste di accesso ai fabbricati, di individuarne periodi e motivazioni, di accertare quale livello di servizio rifiuti sia stato garantito nei periodi interessati e di valutare se, in presenza di accessi limitati o impediti, i regolamenti comunali consentano l’applicazione di riduzioni TARI.

«Un fabbricato non accessibile – sottolinea Costa – non può fruire pienamente del servizio. La valutazione finale spetta naturalmente ai singoli Comuni, nel rispetto delle competenze e dei regolamenti vigenti».

Tutela dei cittadini

Al centro dell’iniziativa c’è anche la tutela di chi vive o mantiene una casa in montagna. «Queste famiglie dimostrano senso di responsabilità e attaccamento al territorio. È giusto che ogni costo sia proporzionato e giustificato. Dove la normativa lo consente, le riduzioni TARI devono essere applicate; dove mancano specifiche previsioni regolamentari, è opportuno valutarne l’introduzione».

La comunicazione è stata trasmessa anche ai consiglieri delle Unioni Montane per un eventuale approfondimento istituzionale. «Il mio obiettivo – conclude Costa – è semplice: conoscere per tutelare. Le nostre montagne meritano attenzione e chi le abita merita rispetto. Solo con informazioni chiare possiamo garantire un equilibrio corretto tra doveri e diritti».