Incidente Frecce Tricolori a Caselle, AIFVS denuncia il silenzio della Procura di Ivrea sulla sicurezza. L’Associazione Familiari e Vittime della Strada chiede risposte e misure preventive dopo la morte della piccola Laura Origliasso.
Incidente Frecce Tricolori a Caselle
A oltre due anni dal tragico incidente aereo avvenuto all’aeroporto di Caselle Torinese, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS) torna a chiedere risposte alle istituzioni. Con una lettera aperta indirizzata a istituzioni e stampa, l’Associazione denuncia il mancato riscontro da parte della Procura della Repubblica di Ivrea in merito all’esposto presentato il 9 ottobre 2023.
L’esposto riguarda l’incidente che coinvolse un velivolo MB-339 della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori, precipitato in fase di decollo e finito contro un’auto in transito su una strada pubblica nei pressi dello scalo torinese. Nell’impatto perse la vita Laura Origliasso, una bambina di appena cinque anni.
Ancora nessuna risposta ufficiale
Secondo quanto riportato dall’AIFVS, l’assenza di risposte ufficiali rappresenta non solo una fonte di ulteriore dolore per i familiari della vittima, ma anche una grave occasione mancata per avviare interventi concreti in materia di sicurezza e prevenzione. L’Associazione sottolinea come, a oggi, non risulti adottata alcuna misura volta a ridurre il rischio che eventi simili possano ripetersi.
Non polemiche ma confronto
L’esposto, depositato dall’avvocato Devis Ceccato con la nomina del perito Leopoldo Comparin, non ha – precisa l’AIFVS – finalità polemiche o di ricerca di responsabilità individuali, ma intende sollecitare un confronto costruttivo per la tutela dell’incolumità pubblica. In particolare, viene richiamato il tema del bird strike, ossia l’ingestione di fauna aviaria nei motori degli aeromobili, fenomeno noto e documentato che può trasformarsi in una minaccia letale anche per chi si trova a transitare su infrastrutture viarie adiacenti agli aeroporti.
Maggiore sicurezza.
Tra le richieste avanzate dall’Associazione figura l’adozione di protocolli chiari e vincolanti che prevedano, durante le fasi di decollo e atterraggio, la chiusura temporanea e automatica del traffico stradale in prossimità delle piste, attraverso sistemi semaforici dedicati o altre soluzioni tecnologiche già disponibili. Secondo l’AIFVS, si tratta di interventi dai costi contenuti se rapportati al valore della vita umana.
«Non possiamo permettere che la morte di una bambina non produca alcuna risposta concreta», afferma la presidente dell’Associazione, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, ribadendo l’impegno dell’AIFVS affinché questa tragedia non venga consegnata al silenzio, ma diventi invece un punto di svolta per il rafforzamento delle politiche di sicurezza pubblica. Ogni vittima evitabile, conclude l’Associazione, rappresenta una sconfitta per l’intera collettività, a partire dalle istituzioni.