di Piercarlo Gattolin
Serramenti rubati ritrovati a Leini dopo 40 anni: a processo un uomo per ricettazione. Infissi realizzati su misura nel 1977 e spariti da un magazzino torinese sono stati sequestrati in un deposito di Leinì. Il proprietario li ha riconosciuti e recuperati, ma la vicenda è ora al vaglio del Tribunale di Ivrea.
Serramenti rubati ritrovati a Leini dopo 40 anni
Un portoncino in ferro con vetro blindato specchiato, quattro porte-finestre in alluminio, due cancelli. Non semplici serramenti, ma quarant’anni di storia imprenditoriale custoditi in un magazzino a Torino. Una storia che ha trovato un capitolo inatteso in un deposito giudiziario a Leini, dove quegli infissi sono stati ritrovati e sequestrati dai carabinieri nell’estate del 2020. La vicenda è approdata in Tribunale a Ivrea.
I fatti
Il proprietario quegli infissi li aveva fatti costruire su misura nel 1977, quando era poco più che ragazzo e muoveva i primi passi nel mondo del lavoro. Realizzati da un artigiano locale, erano rimasti al loro posto anche dopo che l’uomo aveva lasciato il magazzino nel 1995, trasferendosi in un altro stabile. Decenni dopo, nel dicembre 2019, aveva riacquistato l’immobile tramite la propria società. Al rientro, la scena era desolante: tutto distrutto, e quegli infissi spariti. La querela ai carabinieri è scattata nel luglio 2020. Poche settimane dopo, la svolta: i serramenti erano stati individuati e sequestrati a Leini. Il riconoscimento, avvenuto ad agosto, non ha lasciato dubbi. Il proprietario li ricordava perfettamente, nei dettagli costruttivi, nelle finiture, nelle misure. Oggetti realizzati su misura non si dimenticano. Per riaverli, ha dovuto comunque sostenere costi di svariate migliaia di euro, per il loro recupero e il trasporto. Li ha quindi ritirati e fatti reinstallare.
Un valore affettivo
«Sono come un cimelio per me», ha dichiarato in aula, dove si sta celebrando il processo a carico dell’imputato, accusato di ricettazione. La prossima udienza è fissata per aprile. La sentenza stabilirà se, nel tragitto da un cantiere torinese a un deposito della zona, si sia consumato un reato. In gioco non è solo il valore economico, ma quella linea sottile che separa il possesso legittimo dalla circolazione illecita di beni.