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Ponte Preti, Avetta attacca: “Rinviare i lavori è impossibile, senza il nuovo ponte danno grave per il Canavese”

Il consigliere regionale del Pd presenta un’interrogazione in Regione dopo lo stop alla proroga nel Milleproroghe

Ponte Preti, Avetta attacca: “Rinviare i lavori è impossibile, senza il nuovo ponte danno grave per il Canavese”

Ponte Preti, Avetta attacca: “Rinviare i lavori è impossibile, senza il nuovo ponte danno grave per il Canavese”. Il consigliere regionale del Pd presenta un’interrogazione in Regione dopo lo stop alla proroga nel Milleproroghe. “Il termine resta al 30 giugno 2026 e mette a rischio interventi strategici per i ponti piemontesi”.

Ponte Preti, Avetta attacca: “Rinviare i lavori è impossibile”

Torna al centro del dibattito politico il futuro del nuovo Ponte Preti, infrastruttura considerata strategica per i collegamenti nel Canavese. Il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta ha presentato una nuova interrogazione in Consiglio regionale chiedendo chiarimenti alla Giunta guidata da Alberto Cirio dopo le ultime novità legislative.

Il tema riguarda la scadenza fissata per gli interventi di messa in sicurezza dei ponti piemontesi. Con la recente legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, infatti, non è stata accolta la proposta di proroga al 31 dicembre 2026. Il termine entro cui aggiudicare e consegnare i lavori resta quindi fissato al 30 giugno 2026, una scadenza che secondo Avetta rischia di compromettere diversi progetti.

“Vicenda surreale”

«Più volte abbiamo definito la vicenda del Ponte Preti e degli altri ponti piemontesi come “surreale”. In questi giorni abbiamo avuto l’ennesima conferma: la recente legge di conversione del Milleproroghe (nr. 26 del 27/02/2026) ha bocciato la fissazione del termine al 31.12.2026. Il giorno entro cui si devono aggiudicare e consegnare gli interventi resta così fissato al 30 giugno 2026 e questo è un fatto che mette a rischio gli obiettivi di messa in sicurezza dei ponti piemontesi. È evidente a tutti, Regione e Ministero inclusi, che sarà impossibile mettere a terra gli interventi entro quella data».

Le conseguenze

Nel mirino del consigliere c’è in particolare il progetto del nuovo ponte che dovrebbe migliorare i collegamenti tra il territorio eporediese e il Canavese occidentale.

«Le conseguenze saranno rilevanti: pensiamo al nuovo Ponte Preti che garantirebbe un collegamento sicuro e moderno tra il Canavese orientale (Ivrea) e quello occidentale (Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè). È un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo economico di questa parte di Piemonte. Rinunciare al nuovo Ponte Preti significa pregiudicare pesantemente le imprese canavesane e le loro opportunità per crescere e per creare posti di lavoro».

Situazione preoccupante

Secondo Avetta la situazione resta preoccupante anche alla luce delle rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi da parte della Regione.

«Siamo molto preoccupati della situazione che si sta venendo a creare, nonostante l’assidua partecipazione di tanti parlamentari alle proteste dei sindaci canavesani e le rassicurazioni di una “costante azione di monitoraggio e sensibilizzazione nei confronti del ministero” da parte della Giunta Cirio. Un altro schiaffo del Governo Meloni ai nostri territori. Tante parole ma pochi fatti».

Aggiornamenti

Con l’interrogazione depositata in Consiglio regionale, il consigliere del Pd chiede quindi che la Regione faccia il punto sulla situazione e sugli sviluppi dei contatti con il Ministero delle Infrastrutture.

«La Giunta deve aggiornare il Consiglio regionale sul “dossier ponti piemontesi”, in particolare sull’esito presso il Ministero delle Infrastrutture della manifestazione d’interesse trasmessa da Città Metropolitana di Torino. Stiamo parlando di opere strategiche di messa in sicurezza, imprescindibili per Sindaci, cittadini e imprese».