Al via i lavori di riqualificazione dell’ex Società Operaia di Torre
I lavori
Sono iniziati in questi giorni i lavori di riqualificazione dell’ex Società Operaia, un intervento strategico per il recupero di uno degli edifici storici del paese e per la valorizzazione del territorio in chiave non solo turistica. Il progetto rientra nel programma regionale finanziato attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 ed è inserito nella strategia territoriale coordinata dal Gal canavesano. L’investimento complessivo ammonta a 97.522 euro, di cui 87.796 finanziati dalla Regione e 9.756 euro stanziati dal Comune di Torre. I lavori sono stati affidati alla ditta Cevig di Rivara per un importo di circa 61.000 euro più iva, mentre la progettazione e la direzione lavori sono curate dall’architetto Elena Giavassi, con la collaborazione dell’architetto Sara Bono.
L’edificio
L’edificio, situato in via San Grato e attualmente utilizzato come deposito, sarà completamente riqualificato e trasformato in un nuovo spazio di accoglienza per escursionisti e cicloturisti. La struttura fungerà da punto di collegamento con la vicina struttura ricettiva e ospiterà un locale attrezzato per il ricovero delle bici, diventando così un nodo centrale della rete escursionistica Morena Ovest: un progetto che coinvolge otto Comuni del Canavese con l’obiettivo di promuovere il turismo outdoor e la mobilità dolce. Il recupero dell’edificio consentirà inoltre di migliorare la fruibilità degli spazi pubblici e di rafforzare l’attrattività del centro storico, contribuendo al decoro urbano e alla qualità della vita dei residenti.
La storia
«La Società nacque il 2 febbraio 1876 – racconta il sindaco Gian Piero Cavallo –, quando un gruppo di 68 torresi fondò “La Cooperativa di Mutuo Soccorso”, uno dei primi esempi di associazione moderna nel Canavese, ispirata ai principi di solidarietà e assistenza reciproca. La Cooperativa disponeva di un magazzino di previdenza, dove erano disponibili generi di prima necessità, gestiva un pubblico esercizio di bevande vinose, possedeva un torchio per la lavorazione delle uve concesso annualmente in affitto, e custodiva un’autobotte con carro pronta all’uso in caso di incendi. Nel 1992 la Società cambiò denominazione, diventando Associazione Agricolo-Operaia, trasformandosi nel corso degli anni in un circolo ricreativo.