condannato lo stesso

Maltrattava i genitori e finisce in tribunale: lui scrive una lettera di scuse e loro ritirano la querela

Il 32enne chiede perdono in aula e prova a ricostruire i rapporti familiari, ma il giudice conferma la condanna per le violenze domestiche avvenute dal 2021 al 2024

Maltrattava i genitori e finisce in tribunale: lui scrive una lettera di scuse e loro ritirano la querela

Maltrattava i genitori, li minaccia di morte e finisce in tribunale: lui scrive una lettera di scuse e loro ritirano la querela. Il 32enne chiede perdono in aula e prova a ricostruire i rapporti familiari, ma il giudice conferma la condanna per le violenze domestiche avvenute dal 2021 al 2024.

Maltrattava i genitori

Era il terrore dei suoi genitori. Adesso è arrivata una condanna a due anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia. Il 32enne in aula ha chiesto scusa leggendo una lettera. Così mamma e papà decidono di ritirare la querela presentata contro di lui. La scorsa settimana, presso il Tribunale di Ivrea, è stata emessa la sentenza nei confronti di M. F. (difeso dall’avvocato Giada Lust), un trentaduenne sul banco degli imputati per una vicenda di violenze domestiche ai danni dei genitori dal 2021 al 2024.

Insulti, minacce e violenza

A intervenire più volte i Carabinieri della Stazione di Corio allertati dai vicini di casa o dai familiari quando urla, insulti e minacce si alternavano a oggetti scagliati dal ragazzo, senza un lavoro e spesso alticcio, contro le pareti di casa e ai mobili, danneggiati.

Fino alla denuncia

Il culmine è arrivato il 25 ottobre 2024 quando i genitori, disperati, si presentano alla locale Stazione dei Carabinieri per raccontare quanto accaduto. Marito e moglie erano appena usciti di casa per andare a trovare la nonna ma incrociano il figlio in auto che avrebbe invaso la corsia opposta, a simulare un frontale. Poi la telefonata: «Stasera uno di voi due muore, aspettatemi che arrivo…». Quindi l’inseguimento in macchina, lampeggiando con i fari. Raggiunti li avrebbe insultati e minacciati sino a rompere uno specchietto dell’auto. Insomma una storia ormai senza apparente soluzione se non la denuncia per maltrattamenti in famiglia.

In tribunale

Prima della sentenza il ragazzo ha letto una sua lettera in aula: «Mi sentivo come una pentola a pressione… Le tensioni con i miei genitori mi avevano portato allo sfinimento mentale psicologico». Ora vive dalla nonna e ha un lavoro in un McDonald’s: «Adesso mi sento una persona diversa perchè stare da mia nonna mi ha aiutato tanto. Vorrei riprendere i rapporti con i miei genitori perché sono le persone che mi hanno messo al mondo». La lettera ha fatto breccia nell’animo dei genitori che hanno ritirato la querela ma per la legge gli episodi di violenza raccontati in aula non si cancellano. Per questo motivo il giudice Matilde Vitali ha condannato il 32enne a due anni di reclusione (il pubblico ministero Ludovico Bosso aveva chiesto una pena più severa, ossia 2 anni e 4 mesi).

La speranza di questa brutta storia familiare è che vi possa essere un futuro finalmente insieme per madre, padre e figlio. Si spera, ritrovato.