Dall’esplosione all’arresto: la notte di paura a Volpiano
«Se vai dentro non ti succederà niente»
«Se vai dentro non ti succederà niente. Ti ho detto di andare dentro». È con queste parole, pronunciate da un uomo incappucciato, che si apre la notte di paura a Volpiano, tra venerdì 27 e sabato 28 marzo, quando due esplosioni ravvicinate hanno fatto saltare il bancomat della filiale UniCredit di piazza XXV Aprile, nel cuore del centro storico.
La testimone
«C’era tanto fumo bianco e un forte odore di polvere da sparo – racconta Simona – Mi sono affacciata al balcone e mi sono trovata faccia a faccia con uno dei ladri: è successo tutto in pochissimi minuti. Alle 3.52 c’è stata la prima esplosione, seguita pochi secondi dopo dalla seconda. Alle 3.55 erano già fuggiti a bordo di una Mercedes di grossa cilindrata, imboccando via Emanuele Filiberto». Una ricostruzione che trova riscontro anche negli accertamenti degli investigatori. Era infatti poco prima delle 4 quando i ladri, tutti incappucciati, hanno fatto saltare uno dei due sportelli automatici con la nota tecnica della «marmotta».
L’arrivo delle forze dell’ordine
Il centralino dei Carabinieri è stato tempestato di chiamate, mentre molti residenti sono scesi in strada inizialmente convinti si trattasse di un terremoto. Sul posto sono intervenuti i militari, insieme alla vigilanza privata e ai Vigili del Fuoco, impegnati nella messa in sicurezza dell’area e nei rilievi. Lo scenario apparso agli operatori è stato quello tipico di un’esplosione: detriti sparsi in tutta la piazza, frammenti dello sportello automatico proiettati a distanza, un’auto danneggiata e la vetrata di un bar vicino infranta dall’onda d’urto.
I filmati delle telecamere
Secondo quanto emerso dalle telecamere di sorveglianza, si sarebbe trattato di un’azione portata avanti da una banda ben organizzata, con ruoli definiti: mentre alcuni componenti si occupavano materialmente del colpo, altri facevano da palo. Uno dei cinque avrebbe avuto il compito di posizionarsi preventivamente nei pressi di via Umberto I per disperdere sull’asfalto dei chiodi, con l’obiettivo di ostacolare eventuali inseguimenti da parte delle forze dell’ordine. Nonostante la rapidità e l’organizzazione dell’azione, il bottino è stato inferiore ai 10 mila euro e parte delle banconote sarebbe stata danneggiata dall’esplosione.
L’arresto
La banda responsabile dell’assalto è stata individuata poche ore dopo nei pressi di corso Venezia, a Torino, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del capoluogo e della Compagnia di Venaria Reale. Si tratta di cinque persone, ritenute responsabili anche di altri colpi analoghi sul territorio: tre sono state arrestate, mentre due sono state denunciate. Nel corso dell’operazione i militari hanno recuperato le banconote e sequestrato l’autovettura, con le targhe contraffatte, nella quale sono stati rinvenuti due estintori, impiegati per la gestione delle fasi esplosive, e una scatola contenente chiodi a tre punte, oltre che passamontagna, torce, accendini controvento e guanti.