L’ex vigile di Volpiano condannato a 9 mesi di reclusione
La condanna
Nove mesi di reclusione. È la condanna inflitta a Paolo Busso, ex vigile urbano di Volpiano, dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Torino. Il collegio, presieduto da Anna Maria Dalla Libera, ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Ivrea nel settembre 2023, chiudendo il nuovo giudizio d’Appello disposto dalla Cassazione nell’aprile 2025.
Il nuovo processo
La Suprema Corte aveva infatti annullato la precedente decisione d’Appello, che aveva assolto Busso dal reato di accesso abusivo a sistema informatico per particolare tenuità del fatto, ritenendo quella motivazione «obiettivamente contraddittoria» e fondata su argomentazioni «manifestamente viziate». Nella fattispecie l’ex agente – scrivono i giudici – «aveva tratto in errore l’addetta all’ufficio anagrafe al fine di ottenere l’indirizzo di residenza» di un ex comandante dei vigili urbani «su richiesta di Vazzana Giuseppe».
Lo sfogo di Busso
«Essere condannato per un articolo del codice penale che non ho violato è molto triste, perché le informazioni contenute nella banca dati dell’anagrafe sono accessibili a chiunque e si possono ottenere in molti modi senza necessariamente rivolgersi all’ufficio – si sfoga Busso, rappresentato in aula dall’avvocata Gabriella Vogliotti – Sicuramente farò ricorso in Cassazione, confidando che ribalti la decisione, e, se necessario, mi rivolgerò alla Corte europea dei diritti dell’uomo».
Il commento del Comune
«Stiamo parlando della violazione di un sistema protetto di un ente pubblico da parte di un pubblico ufficiale, con l’inganno di una dipendente, per fare un favore a un privato che, incidentalmente, era un affiliato all’ndrangheta – commenta l’avvocato del Comune di Volpiano, Giulio Calosso, costituitosi parte civile – L’ente è stato tradito e, anche per il riflesso mediatico che questa vicenda ha suscitato, ha subito un danno d’immagine».
La vicenda continua
Le motivazioni della sentenza d’Appello saranno depositate tra circa 30 giorni. Intanto, sul fronte lavorativo, si attende la decisione del giudice del lavoro del Tribunale di Ivrea sull’eventuale reintegro di Busso, che – dopo il licenziamento senza preavviso nel maggio 2025 – ha impugnato il provvedimento del Comune di Volpiano per riottenere il proprio posto di lavoro.