la situazione

I fedeli vogliono scrivere un libro su Don Mario

Una pubblicazione per esprimere vicinanza al prete finito nella bufera per un’inchiesta

I fedeli vogliono scrivere un libro  su Don Mario

Affievolitasi (in parte) l’eco mediatica della vicenda che più di tutte ha tenuto banco in Canavese in queste settimane — quella di don Mario Viano —, non cessano invece le manifestazioni di affetto e sostegno da parte degli ormai ex parrocchiani verso il sacerdote 39enne, finito al centro di un’indagine per droga della Procura di Ivrea.

I fedeli vogliono scrivere un libro su Don Mario

Dopo la lettera e la raccolta firme indirizzate al vescovo eporediese Monsignor Daniele Salera per supplicare di «riconsiderare la posizione di don Mario», i fedeli di San Benigno e Bosconero (dove il parroco-abate esercitava il suo ministero) stanno lavorando ad un’altra iniziativa: la realizzazione di un “Libro della Comunità” che raccolga testimonianze e ricordi sull’operato pastorale di don Viano. Il preciso intento è impedire che le notizie e le voci circolate su di lui nelle ultime settimane offuschino quanto di buono e importante è stato fatto dal prelato canavesano, considerato da tutti un punto di riferimento imprescindibile. La mattina di domenica scorsa, davanti all’Abbazia di Fruttuaria, alcuni volontari hanno predisposto un banchetto per raccogliere contributi e firme da inserire nel volume. E la lunga coda di persone (fedeli e non: emblematico il gesto di chi si è recato apposta nella piazza della chiesa perché «io sono ateo, ma per don Mario firmo senza pensarci due volte») in attesa di aggiungere il proprio nome e cognome alla lista dei tantissimi che si stanno mobilitando per il proprio “don” restituisce un’immagine più eloquente di molte parole.
«Viviamo in tempi in cui, quando qualcosa fa clamore, i riflettori si accendono velocemente… e si spengono altrettanto in fretta, appena la notizia non “vende” più — dicono i promotori dell’iniziativa —. Ma per noi non è una notizia da vendere. È il nostro parroco. Il nostro don. Il nostro abate. Il nostro amico. E noi vogliamo continuare a dimostrare, con rispetto e presenza, che lo vogliamo con noi».
Oltre che in occasione del banchetto (presente, nello stesso momento, anche davanti alla chiesa di Bosconero), è stato ed è ancora possibile firmare e portare testimonianze presso i punti di raccolta in alcuni esercizi commerciali del territorio. «Siamo abituati a vedere code per i firmacopie, per concerti, per volti noti che, per un momento, diventano evento — è la riflessione di Debora, una delle organizzatrici della raccolta —. File ordinate, attese pazienti. Per un autografo, una foto, un incontro che dura pochi istanti. E poi, qui, succede qualcosa di diverso: si fa la coda per dare un appoggio morale a un parroco. Ed è proprio questa la straordinarietà di don Mario. Un don fuori dall’ordinario. Poi, a un certo punto, i riflettori si spengono. Come succede sempre. Quando la notizia non fa più rumore, tutto sembra rallentare, quasi fermarsi. Ed è proprio lì che si vede la differenza. Perché qui, a San Benigno e Bosconero, la coda non è finita».
Don Mario Viano ha consegnato le proprie dimissioni alla Diocesi di Ivrea lo scorso 12 marzo, immediatamente dopo il blitz dei Carabinieri Forestali presso la canonica di Bosconero dove sono stati rinvenuti 200 grammi di marijuana e banconote di grosso taglio. Ritrovamento da cui è scaturita un’indagine della Procura a carico dello stesso sacerdote, mentre le verifiche circa il buono stato dei numerosi animali custoditi in canonica non avrebbero fatto emergere situazioni di maltrattamento.