Balangero, addio a Lorenzo Cattelino, l’impresario gentile
Alla domanda «cosa ti mancherà di più di lui?» Daniele fa una pausa, tira un sospiro e risponde: «quelle piccole attenzioni che mi riservava ogni giorno. Lui, che era un uomo di poche parole, ma di molti fatti. Lui, che sapeva con quotidiani gesti dimostrarmi quell’affetto che a volte le parole non riescono sufficientemente ad esprimere. Piccoli gesti ai quali forse non ci si fa caso ma sono dei macigni sul cuore quando ti vengono a mancare». Un figlio che ricorda così suo padre, all’indomani di un funerale celebrato domenica 26 nella chiesa di San Giacomo, dove le centinaia di persone che vi hanno partecipato sono state la dimostrazione di quanto fosse apprezzato. Lorenzo Cattelino aveva 66 anni. L’impresario edile conosciuto in tutto il Ciriacese e Valli di Lanzo per la sua professionalità e meticolosità imparata ed ereditata dal padre Giuseppe che l’impresa Edile Cattelino l’ha fondata nel 1971. Lorenzo, che dopo il diploma da geometra, va a lavorare nella ditta Marietta di Balangero per poi affiancare il padre Giuseppe dopo una decina di anni dall’avvio dell’impresa edile. A Lorenzo piacevano i conti. Era portato per quel lavoro di amministrazione, in ufficio, che intervallava alla presenza in cantiere al fianco del padre Giuseppe. Una passione e un lavoro che Lorenzo ha trasmesso anche al figlio Daniele, entrato nell’azienda di famiglia negli Anni Novanta, appena dopo essersi diplomato geometra. «Con gli insegnamenti di mio papà ho iniziato a lavorare facendo il “bocia” apprendendo un mestiere che è diventato il mio lavoro – prosegue Daniele – In due anni ho perso le mie due guide. Mio nonno due anni fa e mio padre in questi giorni. Sono rimasto da solo alla guida di una impresa di costruzioni che porterò avanti con fierezza per portare avanti quanto da loro costruito. Al funerale di domenica 26 le persone hanno continuato a dirmi che era una persona corretta, professionale, di cui fidarsi. Mio padre era molto bravo nella gestione economica della nostra impresa, io mi sono sempre occupato maggiormente della parte di cantiere anche se capitava spesso che si invertissero i ruoli e che mio padre venisse con me sul posto di lavoro per darmi dei consigli e prendere con me delle decisioni». E quando non eravate sul lavoro insieme, che papà era? «Silenzioso, non era abituato ad esprimere i suoi sentimenti a parole, ma lo faceva con i gesti – ricorda Daniele – La sua presenza, le piccole accortezze». Lorenzo era un appassionato di calcio. Quando era ragazzino giocava a calcio, nella Balangerese e poi nel Mathi col ruolo di centrocampista. Amava guardare il calcio il televisione, così come il tennis e fino a una ventina di anni fa giocava anche a bocce. «Chiamavo mio papà più volte al giorno per confrontarmi con lui sul lavoro – aggiunge – A volte discutevamo sì, ma erano scambi di opinioni che poi finivano con un “fai tu”. Poche settimane fa abbiamo inaugurato insieme il Concept Home della nostra impresa edile lui era al mio fianco a tagliare il nastro. La sua dipartita ci ha lasciati tutti attoniti, non ce l’aspettavamo. Aveva subìto operazioni e di certo la salute era stata messa a dura prova ma si stava riprendendo. Pochi giorni prima di andarsene era venuto con me in cantiere. Ha superato tante difficoltà, credevamo che anche questa volta ce l’avrebbe fatta. Non si è mai lamentato». Un padre esemplare e un marito eccezionale per sua moglie, Maria Virginia Teppa, altro volto noto balangerese per essere stata alla guida per molti anni della casa di riposo “Margherita”. Una famiglia molto conosciuta ed apprezzata. Un ricordo, quello di Lorenzo, che rimarrà indelebile. La Messa di Trigesima sarà celebrata il 24 maggio alle 10.30 nella chiesa della Consolata.