Questa volta, a proporla, non è il Comitato di cittadini nato per difendere e riprendere la casa di riposo mathiese, ma sono i consiglieri del gruppo di opposizione “Nuove Idee in Comune” a rivolgersi alla popolazione chiedendo il loro sostegno. Perchè? La finalità di questa nuova petizione è stata ben illustrata nel corso dell’ultimo Consiglio comunale dove il consigliere Giancarlo Sopetti, affiancato da Maurizio Fariello, hanno spiegato le motivazioni che li hanno indotti a prendere questa iniziativa e, soprattutto, le finalità. Nei giorni successivi, tra le strade e negozi del paese e soprattutto nei “corridoi dei social” si sono spese parole, considerazioni, e molte domande. La prima, è se una nuova raccolta firme, dopo la prima avviata dal Comitato spontaneo di cittadini con un totale di 2500, sia ancora necessaria a risolvere un problema che – ormai – pare chiuso con l’arrivo dei migranti e il silenzio da parte dell’Amministrazione comunale. Ma dal gruppo di opposizione, arrivano tutte le risposte che meglio saranno illustrate nel corso dell’incontro che si svolgerà questa sera – martedì 5 maggio – alle 21 presso la sede del Gruppo Alpini di piazza don Novero.
Le motivazioni della raccolta firme
«La prima raccolta, curata da un Comitato spontaneo, aveva l’obiettivo di sensibilizzare l’Amministrazione Comunale e sostenerla nei confronti di Sanitalia e Prefettura, affinchè Casa Chantal rimanesse Casa di riposo. Oggi, a oltre un anno di distanza, con rammarico constatiamo come le decisioni e le azioni dell’Amministrazione Comunale si siano discostate dalla volontà espressa dalla popolazione – spiegano i consiglieri di “Nuove Idee in Comune” – Con questa raccolta firme intendiamo rivolgere all’Amministrazione comunale una richiesta specifica, ossia l’emissione di un atto formale che inibisca l’utilizzo della struttura per usi diversi da quello a cui è destinata, ossia presidio socio assistenziale per anziani. La nostra iniziativa si basa su quanto indicato dalle convenzioni emesse dal Comune stesso, su quanto richiesto a più riprese dalla Prefettura e riportato anche nel parere dello Studio Legale incaricato dall’Amministrazione Comunale, come abbiamo potuto apprendere dalla documentazione acquisita in questi mesi».