MATHI

«La raccolta firme dell’opposizione non porterà a nessuna modifica della situazione attuale di Casa Chantal»

Il sindaco Vittorio Rocchietti scrive questo comunicato dove chiarisce alcuni punti dell'iniziativa avviata dai consiglieri di "Nuove Idee in Comune"

«La raccolta firme dell’opposizione non porterà a nessuna modifica della situazione attuale di Casa Chantal»

Un po’ di informazione non guasta mai

Come Sindaco è mio compito chiarire che la raccolta firme per casa Chantal, avviata in questi giorni per richiedere il ripristino della Casa di Riposo, promossa dal gruppo di minoranza “Nuove Idee in Comune” capeggiato da Maurizio Fariello (sindaco dal 2019 al 2023) non potrà portare a nessuna modifica dello stato attuale della situazione di Casa Chantal. E’ per me obbligo e dovere civico essere molto onesto sullo stato dei fatti e non promettere o prendere impegni, che non siano realizzabili. La convenzione del 30/01/1998 tra l’Ente Parrocchia San Mauro Abate ed il Comune di Mathi stabiliva chiaramente un vincolo sulla tipologia di ospiti della Casa Chantal ossia “Anziani autosufficienti e non …”. (Sindaco: Crispino Caudera). A questa seguirono modifiche edilizie (09/01/2002) per le quali, alla stipula della nuova Convenzione Parrocchia – Comune, venne sempre specificata la tipologia di utenza vincolata riferita ancora e solo a soggetti “Anziani autosufficienti e non…”. (Sindaco: Crispino Caudera). Durante il quinquennio dell’Amministrazione Fariello si è avuta una evoluzione della situazione che voglio riassumere, aggiungendo qualche doverosa osservazione:

  1. Il giorno 28/11/2019 venne approvata dalla giunta Fariello una nuova convenzione tra Parrocchia e Comune. In tale convenzione per la prima volta NON E’ PIU’ PRESENTE LA SPECIFICA SULLA TIPOLOGIA DI OSPITI OVVERO “PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI E NON..”, ma rimane solamente la dicitura “PRESIDIO SOCIO-ASSISTENZIALE e SOCIO-SANITARIO”.

VIENE SPONTANEO CHIEDERSI COME SIA POTUTO ACCADERE. FU UNA GRAVE DISTRAZIONE O UNA PRECISA VOLONTA’ POLITICA?

2. Sul finire del 2020/primi mesi del 2021 in una riunione aperta a tutti nella nostra Chiesa il Parroco e rappresentanti della Curia presentarono la grave situazione finanziaria della casa Chantal, prospettando come unica soluzione la cessione dell’attività e dell’immobile stesso. A questa riunione era presente il sindaco Fariello in vesti private e non ufficiali (come da lui dichiarato pubblicamente).

VIENE SPONTANEO CHIEDERSI SE IL SINDACO E LA GIUNTA ABBIANO CONSIDERATO LE CONSEGUENZE DI QUESTA POSSIBILE VENDITA E DISCUSSO CON IL CONSIGLIO COMUNALE EVENTUALI SOLUZIONI ALTERNATIVE.

LA RISPOSTA E’ NO, NON E’ MAI STATO OGGETTO DI DISCUSSIONE (verificabile dai verbali delle sedute consigliari dell’epoca).

  1. E invece… nel silenzio di tutti, in data 11 marzo 2021, vi è un primo accordo tra la Parrocchia S. Mauro Abate e la Cooperativa Sociale Sanitalia Service per la futura cessione. Con atto del 19 luglio del 2022 la Cooperativa Sociale Sanitalia Service, che già aveva in carico la gestione della struttura Chantal, divenne così titolare dell’attività e dell’immobile, che la Parrocchia San Mauro Abate vendette per saldare i debiti accumulati.

Nello stesso contratto di cessione all’art. 8 compare “La parte cessionaria si impegna ad erogare il servizio della Casa di Riposo per un periodo di 5 anni dalla data odierna, mantenendo la destinazione socio-assistenziale, restando tuttavia inteso che potrà essere modificata e/o integrata la tipologia di ospiti”. Va precisato che questa obbligazione è parte di un contratto tra privati che può essere fatta valere solo dalla parte che ne ha interesse, ossia la Curia, non essendo il Comune legittimato ad agire in quanto estraneo al contratto. A questo punto la storia è nota, la Cooperativa Sociale Sanitalia Service ha potuto partecipare alla gara d’appalto bandita dalla Prefettura di Torino, candidando la struttura di Mathi come centro di accoglienza, purtroppo, in virtù degli atti ed azioni sopra descritte. L’Amministrazione Attuale, insediatasi a metà 2023, si è trovata a gestire un problema creato da superficialità o volontà politica altrui.

Le azioni compiute in questi mesi sono state:

Interrogazioni alla Prefettura portando come elementi oggettivi le convenzioni storiche e il parere di consulenti accreditati. Dopo una lunga serie di incontri e missive la Prefettura, in data 4/12/2025, ha precisamente specificato: non può il Sindaco, nella sua qualità di Autorità Locale, intervenire con propri atti per regolamentare il fenomeno migratorio, sebbene nell’ambito del proprio territorio comunale.”; ricorso al TAR per stabilire se il vincolo urbanistico sulla struttura, posto con la Convenzione del 1998 e ribadito nella Convenzione del 2002, non sia venuto meno a causa della successiva convenzione del 2019, che, ricordiamo, viene sempre presa a riferimento dai legali di Sanitalia in ogni sede giudiziale e non, per affermare il diritto allo svolgimento della nuova attività, che naturalmente riveste caratteri assistenziali senza ombra di dubbio. Il TAR ad oggi non si è ancora espresso, nonostante un’istanza di sollecito già presentata.

Pertanto:

  • viste le convenzioni suddette e le loro modifiche che vanno a favore di Sanitalia, in quanto le lasciano spazio per contestare la permanenza della destinazione urbanistica;

  • Visti gli atti di vendita tra privati (Parrocchia-Curia-Sanitalia);

  • Visti gli specifici articoli aggiunti nell’atto di compravendita (Parrocchia-Curia-Sanitalia);

  • Vista l’oggettiva difficoltà tecnico-economia-finanziaria espressa da Sanitalia per poter ripristinare una RSA sostenibile e profittevole in casa Chantal;

  • Vista l’impossibilità del Comune di obbligare un soggetto privato a intraprendere una attività diversa dai propri interessi;

  • Visti gli impegni presi da parte di Sanitalia con la Prefettura con apposito contratto;

  • In attesa della pronuncia del TAR sul ricorso presentato;

  • Considerato la presa di posizione della Prefettura relativamente alla gestione migratoria.

Si ritiene inutile, al momento, procedere con atti che in qualsiasi caso non potranno obbligare Sanitalia a riportare gli anziani in casa Chantal, come l’Amministrazione e la popolazione vorrebbero. Casa Chantal è di proprietà privata ed il Comune non può in alcun modo imporre la ripresa dell’attività di Casa di Riposo, in quanto rimessa alla autonomia del privato. Pur comprendendo e condividendo i desideri e i timori dei cittadini mathiesi Vi invitiamo calorosamente a valutare in modo obiettivo i fatti qui riportati e le azioni dell’attuale Amministrazione, senza farVi illudere da facili e opportunistiche promesse politiche, che tra l’altro si basano su considerazioni in merito alle Convenzioni che, come potete avere letto, non corrispondono affatto alla verità, che la minoranza “Nuove Idee in Comune” vorrebbe farVi credere.

Il sindaco Vittorio Rocchietti