Truffe, nel Canavese sembra andare di moda una nuova «frontiera»: fingersi carabiniere, convocare il malcapitato in Caserma per svuotargli casa. L’ultimo episodio è accaduto nei giorni ma per i malviventi, le cose non sono andate come sperato.
Truffe, la nuova frontiera
Un nuovo ed insidioso stratagemma criminale ha preso di mira i cittadini di Rivarolo Canavese negli ultimi giorni. Il meccanismo, tanto semplice quanto spregiudicato, punta a sfruttare la fiducia che la popolazione ripone nelle forze dell’ordine: finti Carabinieri telefonano a casa delle potenziali vittime per convocarle con urgenza in caserma, con l’unico obiettivo di farle allontanare e svaligiare i loro appartamenti lasciati incustoditi.
La scorsa settimana sono state decine le telefonate arrivate. La dinamica era quasi sempre la stessa: «Buongiorno, siamo i Carabinieri di Rivarolo. Potrebbe passare qui in caserma? Dobbiamo consegnarle dei documenti». Almeno una mezza dozzina di rivarolesi, credendo alle parole del finto maresciallo all’altro capo del telefono, si è effettivamente presentata in via Piave, realizzando solo sul posto di essere caduta in un inganno.
Il piano dei ladri va a vuoto
Ma per i malviventi, le cose non sono andate come sperato. Mentre le vittime si recavano in caserma, le pattuglie dei Carabinieri (quelli veri) hanno presidiato preventivamente il territorio e le abitazioni temporaneamente vuote, scongiurando la commissione dei reati.
Il tentativo di raggiro è fallito anche grazie alla prontezza di spirito di alcuni cittadini. Una donna di Rivarolo ha raccontato che «ho ricevuto la telefonata da un maresciallo dei carabinieri che chiedeva di mio marito, peccato che mio marito sia deceduto tre anni fa. A quel punto ho subito staccato la telefonata».
«In caso di dubbi, chiamate il 112»
Il passaparola si è scatenato rapidamente sui social network, contribuendo a mettere in guardia conoscenti e vicini di casa. Sulla vicenda è intervenuta tempestivamente anche l’assessore di Rivarolo Canavese, Alessia Cuffia, che ha diffuso un avviso urgente alla cittadinanza: non fornite dati personali al telefono; non lasciate l’abitazione se la richiesta vi sembra sospetta; contattate immediatamente il 112per verificare l’effettiva veridicità della convocazione. «La prudenza, in questi casi, è la migliore forma di prevenzione», ha spiegato l’assessore Cuffia, sottolineando l’importanza di proteggere soprattutto gli anziani e le fasce più vulnerabili, spesso vittime designate di questi malintenzionati.
Nelle ultime settimane, i truffatori nella zona del Canavese stanno dimostrando una notevole e preoccupante «fantasia», muovendosi su più fronti: dagli sms ingannevoli che richiedono denaro su WhatsApp, fino ai finti tecnici che bussano alla porta di casa.
La raccomandazione delle autorità resta una sola: di fronte aqualsiasi anomalia, basta una rapida telefonata al 112 per mandare all’aria i piani dei malviventi