Caldo insostenibile nelle Carceri di Ivrea: l’appello del Garante.
Caldo insostenibile nelle Carceri
Le temperature eccezionalmente elevate di questi giorni stanno rendendo ancora più drammatiche le condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari piemontesi, incluso quello di Ivrea, aggravando una situazione già fortemente compromessa dal sovraffollamento e dalle criticità strutturali. In un appello dalle Direzioni degli istituti penitenziari e fino al Ministero della Giustizia e delle Autorità sanitarie, i garanti delle persone private della libertà hanno sollecitato di
adottare con urgenza misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza che incide direttamente sul diritto alla salute e sulla dignità.
Le criticità strutturali
Le strutture penitenziarie, nella maggior parte dei casi realizzate con grandi superfici in cemento, acciaio e asfalto, prive di adeguati sistemi di isolamento termico e spesso caratterizzate dalla quasi totale assenza di aree verdi, si trasformano durante l’estate in ambienti soffocanti e insalubri – spiegano nell’appello – La presenza di ventilatori non è sufficiente e peraltro dipende dalle possibilità economiche dei detenuti, determinando ulteriori disuguaglianze. In numerosi istituti le celle sono ancora prive di doccia e dove presenti l’accesso è limitato a specifiche fasce orarie. Anche la permanenza all’aria aperta, quando prevista nelle ore centrali della giornata, rischia di trasformarsi in un ulteriore fattore di sofferenza, poiché non ci sono zone d’ombra. Le condizioni risultano ancora più gravose per coloro che, in ragione del circuito detentivo di appartenenza o della limitata offerta di attività trattamentali, trascorrono gran parte della giornata chiusi nelle proprie celle.
Particolare preoccupazione desta la condizione delle persone anziane, dei detenuti affetti da patologie cardiovascolari, respiratorie o croniche e di tutti coloro che presentano condizioni di particolare fragilità. L’emergenza riguarda anche il personale della Polizia Penitenziaria, gli educatori (Funzionari Giuridico Pedagogici), gli operatori sanitari, e tutto il personale che presta servizio negli istituti. Tali preoccupazioni si inseriscono in un quadro regionale nel quale il sovraffollamento ha
ormai raggiunto circa il 120% della capienza regolamentare, aggravando ulteriormente condizioni detentive già fortemente compromesse.
L’appello dei Garanti
Il portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha efficacemente definito
questa estate «una seconda pena». L’emergenza climatica impone ormai una riflessione strutturale sul sistema penitenziario italiano. Le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali ma fenomeni ricorrenti, ai quali occorre rispondere con interventi permanenti di riqualificazione edilizia, efficientamento energetico e miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro negli istituti. Nell’immediato è stato chiesto di ampliare gli orari di accesso alle docce, piena disponibilità di acqua potabile fresca, agevolazione nell’utilizzo dei ventilatori, rimodulazione degli orari delle attività e della permanenza all’aria aperta nelle giornate più calde, particolare attenzione alle persone maggiormente fragili e, dove possibile, una più ampia permanenza fuori dalla cella per coloro che oggi vi trascorrono gran parte della giornata. I Garanti territoriali continueranno a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione.