«Le indagini sono in corso e si è ancora alla ricerca della verità» ha affermato il parroco don Alessio Toniolo, alla cerimonia funebre di Antonio Gala, 64 anni, deceduto venerdì 27 giugno, a Settimo Torinese, per un incidente sul lavoro.
Antonio Gala morto sul lavoro: la moglie vuole la verità
L’uomo è rimasto vittima di un drammatico incidente avvenuto all’interno del deposito logistico Brt Depot, del gruppo Bartolini, situato in via Paganini, nella zona industriale di Settimo Torinese. Antonio Gala lavorava per la società Utm, azienda con sede al Sito Interporto di Rivalta di Torino, e stava svolgendo le consuete operazioni di lavoro quando si è verificato il tragico episodio intorno alle 13,30, finendo travolto dal proprio mezzo pesante. Indaga la Procura di Ivrea. L’uomo, conosciuto da tutti come “Nino”, viveva da alcuni mesi con moglie figli a Vauda Canavese, in frazione Inferiore, ma era molto conosciuto a San Francesco al Campo dove aveva vissuto per molti anni. Qui si è svolto il funerale. Nella mattinata di sabato 4 luglio, ad attendere il carro funebre, molti colleghi, i rappresentati della Uil Piemonte, i Coscritti con la bandiera e i quattro figli Davide, Jessica, Giulio e Jacqueline. In tutto, alla funzione, dentro e fuori alla chiesa di San Francesco d’Assisi, dove sono stati posizionati i megafoni, c’erano oltre quattrocento persone. Nino era iscritto al sindacato della Uil e lavorava per la Utm logistica e trasporti, con sede a Interporto sito, a Orbassano.
L’appello accorato della moglie Loredana: «Vogliamo sapere tutta la verità sulla tragica morte del nostro amato “Nino”»
Nel corso del funerale, così è intervenuta la moglie Loredana: «Oggi siamo qui per salutare Nino. È stato doloroso il modo in cui ci ha lasciato. Siamo qui per ricordare i momenti belli. È stato un marito favoloso e un padre amorevole, pronto a sacrificarsi per loro, fino all’ultimo momento. È stato strappato alla vita mentre lavorava e voleva portare in famiglia il pane quotidiano. Non ci sono parole, ma solo un grazie, per tutto ciò che ci ha lasciato. I suoi ricordi rimarranno impressi nei nostri cuori, sarà sempre con noi, anche se la morte c’è l’ha portato via. Chiedo che questo sacrificio sia, per noi, un motivo per andare avanti. Glielo abbiamo promesso davanti alla bara. La moglie e i figli saranno forti. Ci aspetterà un percorso difficile, ma ci riusciremo con l’aiuto di Dio. Grazie a tutti voi che ci siete stati vicini in questo momento».
Il desiderio di verità condiviso
Dopo la lettura di alcuni brani dalle Sacre Scritture, ha così affermato don Toniolo: «Salutando Antonio, condividiamo il desiderio di verità che non s’allontana dai sentimenti di misericordia e di bontà. La nostra vita può durare 64 anni, Nino aveva la mia stessa età. Ma l’esistenza non si misura della sua lunghezza, ma da quanto è abbondante di esperienze. Siamo invitati a seguire il suo esempio e a vivere con pienezza». All’uscita del feretro, sul sagrato, gli amici hanno lanciato in aria i palloncini bianchi e azzurri. La salma adesso riposa nel cimitero di Leini.