ecco cosa cambia per le multe

Nuovo Decreto Autovelox: stop a 1.200 dispositivi

Una svolta attesa da ben 34 anni promette di cambiare radicalmente il panorama della circolazione stradale

Nuovo Decreto Autovelox: stop a 1.200 dispositivi

Una svolta attesa da ben 34 anni promette di cambiare radicalmente il panorama della circolazione stradale in Italia. È entrato ufficialmente in vigore il nuovo decreto autovelox, fortemente voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che mette un freno a quello che è stato definito un lungo periodo di “Far West” normativo.

Nuovo Decreto Autovelox: stop a 1.200 dispositivi

Il provvedimento interviene in modo drastico: saranno spenti circa 1.204 autovelox (su un totale di 4.060 presenti sul territorio nazionale), considerati non a norma secondo i nuovi requisiti.

Cosa prevede il nuovo decreto autovelox?

Il cuore del provvedimento risiede nella distinzione cruciale tra apparecchi “approvati” e apparecchi “omologati”. Per oltre tre decenni, la mancanza di regole chiare e univoche ha delegato ai giudici e alla Corte di Cassazione il compito di risolvere le migliaia di contestazioni sollevate dagli automobilisti.

Il nuovo testo mette finalmente nero su bianco le regole del gioco:

  • Stop ai vecchi dispositivi: Finiscono nel mirino tutte le apparecchiature approvate prima del 2017.

  • Standard più rigidi: Vengono fissati requisiti stringenti per l’omologazione, la taratura e le modalità di utilizzo dei rilevatori di velocità.

  • Trasparenza: Viene avviato un censimento completo di tutti gli impianti sul territorio nazionale per mappare lo stato dei dispositivi attivi.

La statistica: In Italia si contano attualmente circa 4.060 autovelox. Con l’applicazione del decreto, ne rimarranno attivi circa 2.856, portando allo spegnimento immediato di oltre il 30% dei dispositivi stradali (principalmente dislocati sulle grandi arterie autostradali come la A1, A4, A14, A13 e A16).

Il nodo giuridico: “Approvazione” vs “Omologazione”

La vera sfida legale del decreto tocca i principi cardine del diritto amministrativo e stradale. Fino ad oggi, i decreti ministeriali hanno cercato di assimilare il concetto di “approvazione” a quello di “omologazione”. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha più volte ribadito che l’omologazione richiede requisiti e passaggi normativi di rango superiore, definiti per legge dello Stato.

Cosa significa questo per gli automobilisti? Chi riceverà una multa da un dispositivo non perfettamente omologato o risalente a prima del 2017 avrà, con ogni probabilità, ampi margini per presentare ricorso e chiederne l’annullamento.

Sicurezza stradale o cassa dei Comuni?

Il dibattito resta aperto. Se da un lato il governo mira a tutelare i cittadini da quelli che vengono percepiti come “agguati” per fare cassa, dall’altro la sicurezza stradale resta una priorità assoluta. Gli autovelox e i tutor rimangono strumenti fondamentali per ridurre i tassi di incidentalità, ma d’ora in avanti dovranno farlo nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza normativa.