Una vera e propria rivoluzione si abbatte sulla viabilità e sui controlli di velocità in tutto il territorio del Canavese. La Prefettura di Torino attraverso un Decreto ha indicato le strade dove è possibile l’installazione e l’uso dei dispositivi di rilevamento automatico, azzerando le vecchie autorizzazioni che risalivano ormai al lontano 2011.
Velox, la mappa delle «trappole»
Il nuovo assetto recepisce le severe direttive nazionali poste dal recente Decreto Ministeriale “Autovelox” (D.M. 11 aprile 2024), introducendo regole ferree volte a bilanciare la sicurezza sulle strade e, allo stesso tempo, tutelare gli automobilisti contro «l’uso indiscriminato» delle multe.
Il vincolo di contemporaneità al 30%
La novità più dirompente del provvedimento prefettizio è senza dubbio il vincolo di contemporaneità fissato al 30%. Le Polizie Locali dei Comuni che possiedono più tratte autorizzate all’installazione di autovelox non potranno attivare i dispositivi su più di un terzo dei tratti nello stesso arco delle 24 ore. Un esempio pratico: un comune come Rivarolo con cinque tratte a verbale potrà accendere un solo velox alla volta (1,5 arrotondato per difetto). Un taglio netto che costringerà i comandi a una pianificazione strategica. Per evitare errori di calcolo, la Prefettura ha persino allegato una tabella «simulativa» per guidare i Comuni nell’applicazione del limite.
La situazione Velox a Rivarolo: cinque autorizzazioni
La pubblicazione dei nuovi decreti prefettizi del 2026 ha infatti ridefinito la mappa delle strade “sensibili”, confermando per Rivarolo un numero elevato di tratte autorizzate anche nel centro abitato. Ma con le nuove regole restrittive imposte dal Prefetto, gestire i dispositivi diventerà un vero e proprio gioco d’incastri. La mappa delle tratte autorizzate a Rivarolo individua con precisione chirurgica le strade all’interno del territorio comunale dove è legalmente consentito installare e utilizzare dispositivi di rilevamento della velocità (fissi o mobili) per il controllo a distanza: S.P. 222 (dal Km 21+370 al Km 23+953) la provinciale che attraversa il territorio comunale in direzione nord-est verso Ozegna e Castellamonte. Corso Indipendenza (Ex S.S.P. n. 460) nel tratto compreso tra Piazza A. Chioratti e la S.P. 565. Corso Re Arduino (Ex S.S.P. n. 460) nel tratto compreso tra Corso Torino e Feletto. Corso Torino nel tratto compreso tra piazza A. Chioratti e Corso Re Arduino. Via Favria (S.P. 42) nel tratto compreso tra piazza A. Chioratti e il confine con il Comune di Favria.
Focus Castellamonte: controlli sulla S.P. 222 verso Baldissero
Tra i punti nevralgici confermati e posti sotto stretta osservazione spicca il territorio di Castellamonte. Sotto la lente della Prefettura è finito l’asse della S.P. 222 (Strada Provinciale di Castellamonte), nello specifico il tratto iniziale che va dal Km 0 fino al Km 3+780. Si tratta del segmento stradale che si snoda dal nucleo abitato di Castellamonte (all’altezza dell’innesto con la ex Statale Pedemontana 565) e procede in direzione est/nord-est verso il Comune di Baldissero Canavese. Questo asse viario è storicamente noto per i volumi di traffico e le criticità legate alla velocità: la sua inclusione garantisce alle autorità la possibilità di monitorare la velocità da remoto senza l’obbligo di contestazione immediata, fermi restando i nuovi vincoli operativi.
Il Prefetto dice “No” alle richieste di tre Comuni
Ma il percorso per l’ottenimento delle autorizzazioni si è rivelato in salita per molte amministrazioni locali. I criteri legati all’effettivo tasso di incidentalità registrato dall’Osservatorio Provinciale nel corso dell’ultimo anno sono diventati rigidissimi, tesi ad autorizzare i dispositivi solo dove vi sia un reale e comprovato pericolo. Proprio in virtù di queste maglie strette, l’ultimo decreto prefettizio integrativo ha formalmente respinto le richieste di inserimento di nuove tratte avanzate dai Comuni di Vauda Canavese e Cavagnolo. Semaforo rosso anche per l’istanza presentata dal Comune di Caselle Torinese, che aveva richiesto l’autorizzazione per i controlli da remoto in via Suor Vincenza, giudicata non conforme ai parametri tecnici richiesti.
Guidando per le strade del Canavese
Sono diversi i punti autorizzati (o rinnovati) nelle nuove disposizioni, come il tratto della S.P. 12 compreso tra il Km 0+690 e il Km 2+010 si trova interamente nel comune di Leinì, in direzione Torino/Mappano, nella zona di Bellacomba. Si tratta della strada che esce da Leinì in direzione sud. Su questa tratta, dal Km 0+690 al Km 2+010, la Città Metropolitana di Torino ha installato un sistema di rilevamento della velocità media (tutor) attivo in entrambi i sensi di marcia. Così come sulla S.P. 13 “di Front” tra il Km 9+439 e il Km 14+237, una tratta extraurbana piuttosto lunga (circa 4,8 chilometri) che collega i comuni di San Carlo Canavese e Front, Il sistema calcola il tempo che impieghi a percorrere questi 4,8 km: se lo percorri troppo velocemente, scatta la sanzione. Il limite di velocità è di 90 km/h. Sistemi simili, sempre sulla stessa provinciale 13, sono autorizzati tra Busano e Front; Rivara e San Ponso (che è stata al centro di una vicenda giudiziaria ancora in corso).
Molto «attenzionata» anche la Provinciale 40 che attraversa i comuni di Leini, Volpiano, San Benigno, Foglizzo e San Giusto. Anche in questo caso sono ammissibili le rilevazioni con strumenti fissi e mobili. Occhio anche sulla SP 42 (Rivara e Forno Canavese) e alla Sp 53 (San Giorgio e Ozegna). Senza tralasciare SP. 460 (del Gran Paradiso – Tratto Provinciale). A Cuorgnè dal Km 28+020 al Km 28+470 e dal Km 31+595 al Km 34+105. Poi la S.S. 460 (Tratto Statale) dal Km 0+365 al Km 18+365 e dal Km 23+150 al Km 24+580. S.S. 565 (Pedemontana) intero tratto dal Km 0+230 al Km 18+515 (da Ivrea a Castellamonte/Strambino, storicamente presidiato da velox e la S.P. 58 di Castellamonte dal Km 0+000 (da inizio Città) al Km 3+708.
Maurizio Vermiglio