Una rottura senza precedenti. Per la prima volta nella storia amministrativa di Volpiano le minoranze unite hanno lasciato l’aula del Consiglio comunale.
I gruppi di opposizione abbandonano l’aula
La decisione è stata ufficializzata a sorpresa all’inizio della seduta di giovedì 23 luglio dai gruppi «Cambiamo Volpiano», «Gente di Volpiano» e «Centro Destra per Bigliotto», che hanno scelto di «disertare» i lavori del parlamentino in segno di protesta. In un comunicato, letto dal consigliere Giuseppe Medaglia a nome dei tre gruppi, le opposizioni hanno spiegato che la scelta nasce «dal grave rifiuto da parte della maggioranza di «Uniti per Volpiano» di affrontare in aula argomenti di primario interesse pubblico riguardanti la figura di un componente della Giunta comunale. In particolare, il presidente del Consiglio, senza previo confronto con le minoranze, si è avvalso di un parere tecnico per non ammettere una semplice interrogazione concernente il ruolo pubblico dell’assessore all’Agricoltura». Le tre forze hanno quindi accusato la maggioranza di «rifiutare il confronto» e di «silenziare le minoranze per pura comodità politica», ritenendo «inaccettabile prendere parte a questo teatrino, dove si decide di discutere unicamente i temi “comodi” alla maggioranza». Nel sottolineare con forza che «silenziare l’opposizione significa silenziare migliaia di elettori volpianesi», hanno concluso: «Finché non verrà ripristinato un reale rispetto delle regole democratiche e del ruolo dell’opposizione, non saremo complici di una gestione della cosa pubblica che, fuggendo dal confronto, nega la trasparenza dovuta ai cittadini e tenta di proteggere soltanto interessi privati di membri della Giunta».
Il commento di Sciretti
La seduta è proseguita regolarmente, nonostante il clima di sorpresa generale, che per un soffio ha fatto temere il venire meno del numero legale, necessario per arrivare alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio. Al momento dedicato alle interrogazioni, non discusse proprio per l’assenza dei consiglieri proponenti, ha preso la parola l’assessore Marco Sciretti: «Pensate se i Gramsci, i Pertini, i Calamandrei invece di impuntarsi a combattere per le loro idee se ne fossero andati. Noi non abbiamo mai avuto paura né problemi con la trasparenza, ma ci sono cose di cui il Consiglio comunale può parlare e altre di cui non può parlare», ha replicato l’assessore, che ha poi sottolineato una differenza di «stile» politico: «Quando le richieste avvengono su altre persone pubbliche nessuno di questa maggioranza si è mai permesso di mettere in dubbio la correttezza». E, riferendosi alle parole pronunciate da Medaglia in aula, ha aggiunto: «Il consigliere Medaglia ha detto che rappresentano migliaia di persone. Ebbene, questa sera migliaia di persone sono rimaste senza rappresentanza».