Michele Boero, 33 anni, raccoglie l’eredità di suo padre e diventa un bell’esempio nazionale di impegno e responsabilità.
Michele Boero, la storia
Una scelta controcorrente, maturata nel momento più difficile, che oggi viene indicata come esempio anche a livello nazionale. Protagonista è il dottor Michele Boero, 33 anni, laureatosi in Medicina nel 2018, che nell’estate del 2025 ha lasciato l’attività di chirurgo vascolare all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove era arrivato nel 2023, per tornare a Pertusio come medico di famiglia e garantire continuità assistenziale alla comunità.
La storia affonda le radici un anno prima, quando la morte del padre Paolo, scomparso all’età di 65 anni, aveva lasciato un vuoto tra i cittadini di Pertusio, Pont e Forno. Medico stimato, con una lunga esperienza maturata in ambito ospedaliero e poi diventato un punto di riferimento per i pazienti del territorio, la morte del «dottor Paolo» aveva infatti riacceso le preoccupazioni legate alla crescente carenza di medici di base, una criticità che continua a interessare molti piccoli centri del Canavese.
Per questo il ritorno del figlio Michele ha rappresentato una risposta a un’esigenza concreta, che il sindaco Giuseppe Damini vuole valorizzare mettendogli a disposizione l’ambulatorio interno al municipio.
Il messaggio della parlamentare Gribaudo
Nei giorni scorsi Boero ha ricevuto anche una lettera dell’onorevole Chiara Gribaudo, membro della Commissione Lavoro e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Nel messaggio la deputata definisce la sua decisione «un esempio di straordinario senso del dovere, umanità e responsabilità. Lasciare una carriera ospedaliera per tornare a Pertusio, raccogliendo l’eredità di suo padre e scegliendo di non lasciare soli i suoi pazienti, è un gesto che va ben oltre la professione medica. È la dimostrazione concreta di cosa significhi prendersi cura di una comunità».
Gribaudo evidenzia inoltre che, soprattutto nei piccoli comuni, il medico «non è soltanto un professionista: è un punto di riferimento, una presenza che rassicura, ascolta e accompagna», ringraziando Boero per il messaggio di speranza che offre ai giovani come lui, desiderosi di vivere la carriera medica non come una semplice professione, ma come una missione al servizio degli altri.