L'indagine

Raggiri ad oltre 1200 pensionate: i falsi venditori colpiscono ancora

In aumento anche le truffe ad opera di sedicenti Carabinieri e Finanzieri

Raggiri ad oltre 1200 pensionate: i falsi venditori colpiscono ancora

Raggiri e minacce ad oltre 1200 pensionate: la rete dei falsi venditori colpisce anche tutto il Canavese.

Raggiri ad oltre 1200 pensionate

L’ombra delle estorsioni, dei raggiri e dei furti ai danni degli anziani torna ad allungarsi con forte preoccupazione sul territorio del Canavese, dove si registrano diverse vittime nella zona tra Rivarolo Canavese e Cuorgnè.

A riaccendere i riflettori su questo fenomeno è la recente conclusione dell’indagine condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova, che ha portato la Procura della Repubblica a chiedere il rinvio a giudizio per i sei componenti di un’associazione a delinquere responsabile di aver stritolato nella propria rete oltre mille 200 donne anziane in tutta Italia, accumulando un profitto illecito di ben 2,5 milioni di euro.

Il modus operandi

Il meccanismo criminale smantellato dalle Fiamme Gialle faceva perno su una fitta rete di agenti di vendita che battevano il territorio avvalendosi di elenchi nominativi acquistati da altre società. I truffatori individuavano scientemente abitazioni abitate da persone sole, casalinghe e pensionate in condizioni di fragilità emotiva o difficoltà economica. Una volta varcata la soglia di casa, attraverso spiccate abilità persuasive o la minaccia di azioni legali, convincevano le vittime di essere vincolate da vecchi contratti stipulati anni prima e di dover acquistare necessariamente nuovi articoli per la casa.

Pentole, ferri da stiro, cuscini, materassi, poltrone e apparecchi di magnetoterapia di scarso valore commerciale venivano spacciati per beni di altissima qualità e venduti a cifre esorbitanti, tra i cinque e i sette mila euro. Per saldare gli acquisti, le vittime venivano indotte a sottoscrivere immediati finanziamenti presso società di credito al consumo, che andavano a gravare pesantemente anche su chi viveva con la sola pensione minima.

Inoltre, a distanza di pochi mesi, i venditori si ripresentavano dalle anziane più vulnerabili costringendole a nuovi ordini o a rimodulare al rialzo le rate, ricorrendo persino a finte telefonate e velate minacce per vincere ogni resistenza.

In aumento anche le truffe

Accanto al deprecabile fenomeno delle vendite forzate porta a porta, le Forze dell’ordine segnalano un ulteriore e inquietante aumento di truffe mirate, messe in atto in tutto il Canavese con modalità ancora più subdole sempre ai danni delle fasce più deboli. Si moltiplicano infatti gli episodi in cui malviventi senza scrupoli si spacciano per Carabinieri o Finanzieri, contattando le persone anziane e invitandole a recarsi con urgenza presso la caserma più vicina per presunti adempimenti o atti indifferibili.

Si tratta in realtà di un diversivo orchestrato nei minimi dettagli: non appena la vittima cade nella trappola ed esce di casa lasciando l’immobile incustodito, i complici ne approfittano per introdursi nell’abitazione deserta e svaligiarla di denaro e oggetti di valore.

Per quanto riguarda la vasta inchiesta padovana, a far scattare gli accertamenti è stato l’ostentato stile di vita dei promotori del sodalizio, notati nei locali della movida a bordo di auto di lusso come Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche, a fronte di redditi dichiarati del tutto incongrui e di una clientela costituita unicamente da