Il racconto

Ciclisti investiti, la testimonianza: «Ho davanti agli occhi l’immagine dei miei compagni a terra»

Piercarlo Lagna ripercorre quei momenti vissuti sulle strade di Lanzo: «La mia testa, in questo momento, è solo con i miei amici in ospedale»

Ciclisti investiti, la testimonianza: «Ho davanti agli occhi l’immagine dei miei compagni a terra»

Ciclisti investiti, all’indomani dell’incidente avvenuto sulle strade di Lanzo, arriva la testimonianza di uno dei sanmauresi coinvolti raccolta dai colleghi di Prima Settimo.

Ciclisti investiti, la testimonianza

È comprensibilmente ancora sotto shock Piercarlo Lagna (nella foto), uno dei ciclisti sanmauresi coinvolti nel terribile incidente di ieri, sabato 8 agosto 2026, avvenuto a Coassolo, sulle strade di Lanzo. «Continuo ad avere davanti agli occhi l’immagine dei miei compagni a terra. Ho visto uno dei miei compagni fare un volo di trenta metri. Sembrava una scena di guerra», racconta a meno di 24 ore di distanza dall’accaduto.

Doveva essere una semplice giornata tra amici, trascorsa in sella alla bicicletta su quella strada che il gruppo ha percorso più volte. «Eravamo arrivati a metà strada. A Lanzo avremmo preso il caffè e poi, dopo avere ricaricato le borracce, saremmo ripartiti per rientrare, per un totale di 120 chilometri. Quella strada l’abbiamo già fatta centinaia di volte. Era un momento tranquillo, per cui stavamo anche facendo due parole tra di noi. La macchina l’abbiamo sentita arrivare, ci ha suonato perché voleva sorpassarci. Uno di noi ha alzato forse il braccio, per dire di stare calmo. Ma per noi era finita lì. Poi, è successo quello che è successo», ripercorre Lagna, raccontando di aver «d’istinto» seguito l’automobilista nel tentativo di recuperare il numero di targa. «Devo dire che solo per fortuna io non mi sono fatto nulla fisicamente», afferma.

Il pensiero ai suoi amici

E adesso, Lagna pensa solo ai suoi amici. «Il mio pensiero – dichiara –  ora è solo per i ragazzi che sono ricoverati all’ospedale, con la speranza che possano riprendersi, anche se sarà lunga».

Difficile, in questo momento, invece, pensare di poter tornare in sella alla bicicletta. «È l’ultimo dei miei pensieri, anche perché se uno ha una passione per il ciclismo, esce e poi vive episodi come quello che è accaduto a noi, allora è difficile pensare di continuare. Oggi spero solo che tutti i miei amici si riprendano al meglio. La mia testa è con loro. Usciamo assieme da anni in bicicletta, siamo una squadra, ormai ci riconosciamo anche da semplici gesti come può essere il respiro. Il ciclismo – conclude – è per noi prima di tutto divertimento, lo abbiamo sempre fatto mettendoci la testa. Ora, però, è difficile, davvero difficile».