La polemica

Unione Gran Paradiso, dopo l’addio la minoranza di Sparone attacca: «Ora serve una vera visione per le nostre valli»

L'opposizione chiede un confronto più ampio sul futuro delle valli e invita a superare i campanilismi

Unione Gran Paradiso, dopo l’addio la minoranza di Sparone attacca: «Ora serve una vera visione per le nostre valli»

Unione Gran Paradiso, dopo l’addio la minoranza di Sparone attacca: «Ora serve una vera visione per le nostre valli»

La polemica

Il Comune di Sparone ha deciso di lasciare l’Unione Montana Gran Paradiso per avviare il percorso di adesione alla confinante Unione Montana Valli Orco e Soana. Il recesso unilaterale e la manifestazione di interesse sono stati approvati durante il Consiglio comunale di giovedì 25 giugno. Una scelta sulla quale interviene ora la minoranza, che invita a guardare oltre il semplice cambio di Unione.

La riflessione

«Come gruppo di minoranza non intendiamo alimentare uno scontro fatto di accuse reciproche – sottolinea la consigliera di minoranza Silvia Leto – Crediamo invece che questa vicenda meriti una riflessione politica più ampia, perché riguarda il futuro del nostro territorio e il modo in cui i Comuni scelgono di collaborare». Secondo Leto, le criticità oggi indicate dalla maggioranza erano già emerse in passato, anche quando la Regione Piemonte aveva richiamato l’Unione Gran Paradiso alla necessità di rivedere la propria organizzazione e rafforzare i servizi associati. «In quelle occasioni – continua – il Consiglio comunale di Sparone approvò per ben due volte il rinnovo dell’Unione Gran Paradiso, confermando anche la gestione associata di alcuni servizi e sostenendo che “non si abbandona la barca quando sta per affondare”, come dichiarato dalla sindaca Bonino». La minoranza, all’epoca, aveva scelto l’astensione.

Una nuova governance

Per Leto, però, «il problema non è scegliere tra un’Unione o un’altra. Il vero tema è costruire una governance capace di permettere ai Comuni delle nostre valli di affrontare insieme le sfide dello spopolamento, della gestione dei servizi, dello sviluppo economico, del turismo e della capacità di intercettare finanziamenti. Per questo riteniamo che il passaggio all’Unione Valli Orco e Soana avrebbe potuto essere gestito con maggiore lungimiranza, aprendo un confronto tra tutti i Comuni interessati per verificare la possibilità di costruire una Unione delle Valli, superando divisioni che da troppo tempo indeboliscono il territorio».

La richiesta

Di qui, l’auspicio: «Il nostro auspicio è che questo passaggio non rappresenti semplicemente il trasferimento da un’Unione all’altra, ma l’inizio di una riflessione più ampia. Le nostre valli hanno bisogno di superare definitivamente i campanilismi che per anni hanno limitato la collaborazione tra i Comuni. Ci auguriamo inoltre che l’Amministrazione disponga già di una visione chiara e lungimirante del percorso che intende intraprendere e degli obiettivi che intende raggiungere, evitando che una scelta così importante si traduca in una semplice navigazione a vista. Quando si ridefiniscono assetti istituzionali così rilevanti è fondamentale che prevalgano sempre la programmazione, il confronto e, soprattutto, l’interesse generale della comunità. Le decisioni istituzionali non si misurano sulla capacità di cambiare direzione, ma sulla capacità di indicare una meta, costruire consenso e assumersi la responsabilità delle proprie scelte», conclude Leto.