SANITA'

118 Piemonte, riorganizzazione del servizio: Nursing Up chiede chiarezza su ruoli e tutele

Il nuovo modello prevede la gestione operativa ad Azienda Zero e il contratto con le ASL di appartenenza. Delli Carri e Aleo: «Serve una convenzione quadro per superare sovrapposizioni e disparità economiche».

118 Piemonte, riorganizzazione del servizio: Nursing Up chiede chiarezza su ruoli e tutele

Le novità sul futuro organizzativo del 118 piemontese indicano il possibile superamento dell’ipotesi di trasferire il personale alle dirette dipendenze di Azienda Zero, mantenendo il rapporto di lavoro con le aziende sanitarie di appartenenza e affidando ad Azienda Zero la responsabilità della gestione operativa. Per Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta la soluzione potrà rappresentare un passo avanti soltanto se sarà recepita in una convenzione quadro capace di eliminare le ambiguità storiche del sistema.

Il nodo delle responsabilità e le criticità del passato

Il segretario regionale Claudio Delli Carri ha sottolineato come per gli infermieri la questione principale sia sempre stata quella della chiarezza sulle responsabilità e sui riferimenti aziendali. Nel ricostruire le difficoltà degli ultimi anni, Delli Carri ha ricordato che «Per anni, l’assenza di un confine netto ha creato una situazione di stallo e di scaricabarile: da un lato le singole aziende sanitarie gestivano le pratiche amministrative e mantenevano la titolarità del rapporto di lavoro, dall’altro Azienda Zero impartiva le direttive operative e organizzative sul campo». Questa incertezza ha condizionato questioni gestionali, turnazioni, sicurezza sul lavoro, responsabilità professionali, sostituzioni e valorizzazione del personale. Il sindacato era già intervenuto nel 2025, contestando l’assenza di confronto preventivo di fronte alla prospettiva di un passaggio diretto del personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero.

Il nuovo modello e la parità di trattamento economico

Il segretario provinciale di Torino, Roberto Aleo, ha fatto il punto sul modello delineato dal tavolo tecnico, precisando che «Con il modello delineato dal tavolo tecnico si prova a mettere un punto fermo: per la gestione operativa e i flussi di lavoro, l’interlocutore designato diventerebbe chiaramente Azienda Zero. Per gli aspetti contrattuali, legali ed economici, il riferimento resterebbe invece l’azienda sanitaria di appartenenza». Aleo ha inoltre posto l’accento sulla parità di trattamento economico rispetto a indennità e salario accessorio tra le quattro centrali operative regionali: «A parità di competenze e responsabilità non può corrispondere una disparità di trattamento economico e di applicazione degli istituti contrattuali fra il personale dipendente delle 4 centrali operative regionali. La Regione dovrà dare risposte concrete ed e’ quello che le OO.SS. chiedono alla parte politica».

Le richieste per la convenzione quadro e l’appello sugli organici

Il passaggio decisivo risiederà nella convenzione quadro e nel successivo iter politico. Il documento dovrà disciplinare la gestione dei turni, le responsabilità, la sicurezza, le sostituzioni, le eventuali inidoneità, le relazioni sindacali e l’omogeneità economica tra le aziende. Delli Carri ha evidenziato che «Se la convenzione quadro recepirà in modo puntuale queste linee guida, una volta superato l’iter politico, gli operatori sanitari potranno finalmente contare su una catena di comando trasparente e su ruoli definiti, evitando sovrapposizioni e vuoti gestionali». Il segretario regionale ha concluso ricordando che la sola definizione delle competenze tra enti «non può sostituire un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione dei professionisti, garantire la continuità e la qualità del sistema regionale di emergenza-urgenza».