La denuncia

Imbrattata per la terza volta la sede di FdI a Ivrea, ma questa volta l’autore è stato identificato

Il coordinatore eporediese Lotito stigmatizza il silenzio delle istituzioni

Imbrattata per la terza volta la sede di FdI a Ivrea, ma questa volta l’autore è stato identificato
Imbrattata per la terza volta la sede di FdI a Ivrea. L’autore sarebbe stato identificato, ma il coordinatore eporediese Fabrizio Lotito denuncia il silenzio delle istituzioni.

Imbrattata la sede di FdI

“Terzo imbrattamento in pochi mesi alla nostra sede. Non siamo più davanti a un episodio isolato. Quando una sede politica viene colpita ripetutamente con scritte, adesivi e atti vandalici, il problema non riguarda soltanto chi quella sede la frequenta: riguarda il rispetto delle istituzioni, della democrazia e della libertà politica”. Così il coordinatore eporediese Fabrizio Lotito è intervenuto sull’accaduto con un post sui social.

La denuncia di Lotito

“Da mesi aspettiamo una parola chiara da parte del Sindaco. Una condanna. Una presa di distanza. Un semplice gesto di solidarietà istituzionale. Nulla. E questo silenzio, dopo il terzo episodio, diventa politicamente sempre più grave. Le modalità e i messaggi che hanno accompagnato questi gesti richiamano ambienti anarchici e antagonisti. Proprio per questo sarebbe stato importante vedere la sinistra cittadina prendere le distanze senza esitazioni – è tornato a ribadire come già in passato –  Perché condannare la violenza politica è facile quando colpisce chi ci è vicino; la vera prova democratica arriva quando ad essere colpito è l’avversario”.

Identificato l’autore

” Questa volta, però, qualcosa è cambiato: il presunto responsabile è stato identificato dalla Polizia di Stato, alla quale va il nostro più sincero ringraziamento per il lavoro svolto e per la costante presenza sul territorio –  ha rivelato Lotito –  Saranno naturalmente le autorità competenti ad accertare ogni responsabilità. Noi non arretriamo di un centimetro. Continueremo ad aprire la nostra sede, a incontrare i cittadini e a portare avanti le nostre idee. Agli autori di questi gesti diciamo che non ci intimidiscono. Al Sindaco, invece, poniamo una domanda molto più semplice: quante volte deve essere colpita una sede politica prima di trovare il tempo e il coraggio di pronunciare una parola di condanna? Perché dopo tre episodi, il silenzio non è più distrazione: è una precisa responsabilità politica”.