il fatto

Allarme fusione Sea-Sagat: «L’aeroporto di Caselle non diventi la periferia di Milano»

L’opposizione: «Chiediamo un incontro urgente con Sagat. Infine promuovere un consiglio con le altre amministrazioni del distretto

Allarme fusione Sea-Sagat: «L’aeroporto di Caselle non diventi la periferia di Milano»

L’aeroporto Sandro Pertini verrà fagocitato da quelli di Milano? Questa è la domanda che in tanti si sono posti nei giorni passati. Nel mese di agosto il consiglio regionale ha affrontato un tema che riguarda da vicino la città dell’aeroporto torinese.

Allarme fusione Sea-Sagat: «L’aeroporto di Caselle non diventi la periferia di Milano»

Le società Sea e Sagat vanno verso una fusione. Tuttavia è stato proprio Mauro Fava, presidente della commissione trasporti, a sollevare dubbi e a scongiurare che l’areoporto di Torino non diventi scalo di servizio di quelli di Milano. Sull’argomento abbiamo interpellato il sindaco di Caselle, Giuseppe Marsaglia: «Non sono in grado di giudicare se l’operazione sia un bene o un male. Ma nel dubbio mi sono preoccupato, in quanto mi risulta che il Sandro Pertini stia crescendo, diventando sempre di più un punto di riferimento per la nostra zona. Quindi ho scritto direttamente agli enti superiori per ricevere le rassicurazioni circa la situazione dell’aeroporto. Infatti sono in ballo tanti servizi che ruotano interno alla struttura e vorremmo ricevere degli approfondimenti in merito».

Le opposizioni chiedono un incontro

L’argomento ha sollevato un lungo dibattito nella città dell’aeroporto. Così interviene Luca Baracco, capogruppo del Partito Democratico ed ex sindaco: «Non siamo per affrontare la questione in modo ideologico. Mantenere una piccola identità non pensiamo sia necessariamente meglio per il servizio e l’occupazione locale. Quest’operazione non la riteniamo negativa a priori. Ma ci vanno delle garanzie in termini di “governance”. Torino non può diventare solo l’appendice dello scalo lombardo. Piuttosto sarebbe importante una parità di dignità tra i due soggetti, Sea e Sagat, che potrebbero dialogare tra di loro. Benchè il Comune non abbia quote societarie in Sagat, resta comunque della partita». Aggiunge il collega Endrio Milano: «In estrema sintesi l’obiettivo dichiarato della fusione è l’interesse societario a superare la competizione e cominciare a essere complementari per aumentare gli utili. Senza nessuna indicazione di quale sarebbe l’interesse pubblico generale del Piemonte e del nostro territorio in particolare. Esprimiamo grande perplessità sui contenuti del progetto e rivendichiamo il diritto a essere informati. Quindi chiediamo all’Amministrazione un incontro con Sagat. Infine promuovere un consiglio con gli altri Comuni del distretto aeroportuale per una presa di posizione condivisa sul progetto e per porre con forza la questione della rappresentanza degli interessi delle comunità locali». In effetti la questione riguarda tutti i Comuni aeroportuali, quindi anche San Maurizio e San Francesco al Campo. Interviene il primo cittadino di San Maurizio, Michelangelo Picat Re: «In queste dinamiche siamo mai coinvolti e siamo solo meri spettatori. Speriamo che questa fusione porti dei vantaggi anche a Torino, evitando di essere subalterni a Milano. I voli sono aumentati, stanno facendo un buon lavoro ma sulle strategie aziendali non abbiamo voci in capitolo. Se ci fossero dei collegamenti funzionali e diretti sarebbe una bella sinergia. Ma stando così le ferrovie, arrivare a Malpensa non è così semplice».