Una doppia giornata di paura e violenza ha travolto l’ospedale di Ivrea, riaccendendo i riflettori sull’emergenza sicurezza che colpisce il personale sanitario. Due distinti episodi di aggressione, avvenuti tra il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) e il Pronto Soccorso, hanno causato un bilancio totale di sei operatori feriti e portato all’arresto di un paziente da parte dei Carabinieri.
Il primo episodio si è verificato di notte all’interno del reparto del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) , dove un paziente ha dato sfogo a una violenta aggressività lanciando tavolini e sedie. Un infermiere, nel tentativo di proteggere la dottoressa presente di turno, è intervenuto ed è stato colpito da un pugno: cadendo a terra ha battuto violentemente la schiena, riportando lesioni giudicate guaribili in 16 giorni dopo l’accesso in DEA. La tensione nel reparto non si è placata con la notte, ripetendosi con nuovi episodi di violenza anche nella mattinata successiva.
A poca distanza di tempo, un secondo gravissimo episodio ha devastato il Pronto Soccorso. Un uomo che da giorni continuava a fare accesso alla struttura ha dato in escandescenze, scagliando tavolini e sedie e sferrando pugni e calci contro il personale sanitario presente. L’intervento dei Carabinieri sul posto si è reso necessario per fermare l’uomo e trarlo in arresto; l’aggressione ha lasciato a terra altri 5 operatori feriti.
A denunciare pubblicamente l’accaduto e lo stato di costante minaccia in cui versa il personale è Nursind, il Sindacato delle Professioni Infermieristiche, che mette in luce le falle strutturali del sistema assistenziale dell’Asl To4.
Il sindacato
“Tra le situazioni più allarmanti, che purtroppo si confermano come una criticità diffusa in tutti gli SPDC, figura la gestione di soggetti con problematiche giudiziarie o sociali complesse, inseriti nei reparti senza un’adeguata pianificazione del rischio. A Ivrea questo si somma a pesanti criticità strutturali e organizzative: spazi vecchi e inadeguati che alzano il rischio di contatti e tensioni, aggravati dalla pressione costante dei trasferimenti in arrivo da Chivasso, reparto che risulta tuttora chiuso per lavori. Ciò che rende la situazione intollerabile è il persistere di un muro di gomma e di una solitudine operativa. Quando si gestiscono pazienti ad alta criticità, non è pensabile lasciare soli gli operatori o affidarsi unicamente a interventi d’emergenza, non sapendo neppure se esistano o vengano realmente applicati i protocolli operativi tra Azienda e forze dell’ordine così come previsto dalla legge. Gli infermieri, gli OSS e i medici sono professionisti della cura e non possono continuare a fare da scudo umano alle falle del sistema.”
Di fronte a un quadro clinico e lavorativo non più sostenibile, il sindacato lancia un ultimatum alla Direzione dell’Asl To4, chiarendo che le segnalazioni inviate finora non potranno essere accantonate.
“Non aspetteremo che accada l’irreparabile. La sicurezza di chi cura è un diritto non negoziabile e richiede investimenti strutturali urgenti e l’istituzione di un presidio fisso a tutela del personale e dei pazienti”.
Il commento dell’Asl To4
Riferisce il Direttore Generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino: “Esprimo la più totale e ferma condanna per l’ennesima, inaccettabile aggressione avvenuta verso le 19.00 di oggi ai danni di operatori (tre infermieri, due Oss e un medico) del Pronto Soccorso di Ivrea da parte di un utente del Servizio; al personale coinvolto
va la solidarietà di tutta l’Azienda. Tuttavia, da parte nostra abbiamo messo in campo ogni risorsa e misura di sicurezza possibile all’interno dei nostri poteri organizzativi, compreso il potenziamento della videosorveglianza e l’attivazione del servizio di guardie armate. Ora, però, l’Azienda ha esaurito i propri strumenti d’intervento, chiediamo con forza un ulteriore supporto da parte delle Forze dell’Ordine”