
Quel tragico 2 ottobre 1976 in cui Corrado Basso venne ucciso con una carabina, sulla strada che conduce all’ex Poligono Militare. Questo è l’avvenimento che la tenenza di Ciriè, insieme ai Comuni di San Carlo e Ciriè, celebreranno domenica 11 ottobre, a cinquant’anni dal tragico fatto. Il programma prevede il ritrovo alle 9.45. Si proseguirà con la messa alle 10, celebrata nella parrocchiale di San Carlo Borromeo, dal cappellano militare don Diego Maritano. Seguiranno le orazioni delle autorità e, per le 11.20 al massimo, verrà posta una corona d’alloro al monumento che ricorda il sacrificio di Basso. Una cerimonia alquanto sobria, per commemorare il cinquantesimo anniversario dalla morte di un “servitore dello Stato”. La sua vicenda è narrata nel portale Vittimemafia.it, collegato alle cronache dell’epoca. Dichiara il sindaco di San Carlo Ugo Papurello: «Corrado Basso ha perso la vita a 21 anni perchè, su segnalazione di un cittadino, era intervenuto mentre una banda di ladri francese stava caricando degli elettrodomestici rubati su un tir. Basso era originario di Pordenone, dove abitano ancora il fratello e la sorella. Purtroppo non potranno essere presenti alla celebrazione. La sua morte, all’epoca, aveva suscitato grande sgomento sul nostro territorio, tanto che sia a San Carlo, sia a Ciriè si sono intitolate delle strade in suo onore». Del passaggio di Corrado Basso nella città dei D’Oria resta una targa apposta sul muro di cinta della tenenza, in via Ferrari. La foto mostrata sulla lapide è l’unica disponibile del carabiniere che morì facendo il suo dovere. Rammentiamo, ora, i fatti di quel 2 ottobre 1976. Le nostre fonti sono due quotidiani nazionali: L’Unità e La Stampa. Un operaio, recandosi a lavorare all’alba, nota delle persone “trafficare” intorno a due camion, targati Caserta, fermi sull’imbocco della stradina che porta al Poligono Militare, lungo la via di collegamento tra San Carlo e San Francesco al Campo. Tempestivamente, telefona alla caserma dei carabinieri di Ciriè. Rispondono Corrado Basso e Rocco Scarmozzino, 22 anni, di Catanzaro che decidono d’agire subito e da soli. Quindi, alle 5.30 circa del mattino, con la 128 rossa del ventenne Pasquale Di Garbo, ancora convalescente e con un braccio ingessato, si recano sul posto, tutti e tre in abiti civili. I ladri si nascondono, ma Basso e Scarmozzino avanzano nell’oscurità, finchè non vengono sorpresi da Michel Chartier. I due carabinieri chiedono al furfante i documenti. Ma quando Scaramozzino allunga la mano per prendere gli incartamenti richiesti, Chartier lo colpisce alla mano, recuperando la carabina. Basso, di qualche passo indietro, mette mano alla rivoltella, ma non fa in tempo a usarla perchè è destinatario di un colpo di fucile alla mano e di uno al cuore. Mentre Scaramozzino viene ferito a un piede. A prestargli soccorso è Di Garbo, che era rimasto in auto. Dopo la morte di Corrado Basso, soccorre Scaramozzino e corre ad avvertire la tenenza. Commenta Roberto Giorgetti, presidente dell’Associazione Carabinieri di Cirié: “Ricordo ancora i funerali di Stato di Corrado Basso. Vi aveva partecipato tutta la cittadinana e anche noi, studenti delle scuole elementari cittadine, vi avevamo presenziato. Nitida è nella memoria la presenza dei corazzieri, a nome dell’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone”.