Tra Ivrea, Rivarolo, Cuorgnè e i paesi delle valli Orco e Soana convivono tre internet diverse. C’è la fibra fino a casa dei centri più grandi, c’è la fibra mista rame che arriva all’armadio stradale e poi corre sul vecchio doppino, e c’è il collegamento via radio, la FWA, che può servire indirizzi non raggiunti da una linea cablata veloce. Il metodo di prova resta lo stesso; cambiano le caratteristiche della linea e i riferimenti contrattuali con cui leggere i risultati. Fare uno speed test è semplice; farlo in modo che il risultato dica qualcosa lo è meno.
I tre numeri del test
Qualunque strumento restituisce download, upload e ping. Il download è la velocità con cui i dati arrivano in casa e governa streaming e aggiornamenti; l’upload è la direzione opposta e pesa su videochiamate, backup e invio di file; il ping, espresso in millisecondi, è il tempo che un pacchetto impiega ad andare e tornare dal server, e per il lavoro da remoto e il gioco online conta spesso più della banda. Una linea FTTH da 2,5 Gigabit con ping di 60 millisecondi può risultare meno fluida in videoconferenza di una da 200 Mbps con ping di 15.
Il secondo elemento da sapere è che il valore dichiarato nell’offerta, il “fino a”, indica una velocità massima dichiarata, non quella disponibile in ogni momento. Fra gli impegni di qualità dell’operatore c’è la velocità minima garantita, scritta nel contratto e spesso molto più bassa del numero in pubblicità.
Due prove per distinguere linea e rete domestica
L’errore più comune è misurare dal telefono sul divano. Il numero che compare è quello della rete domestica, con dentro il router, le pareti, la distanza e le reti dei vicini che occupano lo stesso canale radio: della connessione dell’operatore dice poco. Per isolare la linea serve un computer collegato al modem con un cavo Ethernet, con il Wi-Fi spento, nessun altro dispositivo attivo e nessun download o streaming in corso. Va controllata anche la capacità della porta di rete o dell’adattatore: se è limitata a 100 Mbps, una linea da un Gigabit non potrà essere misurata oltre quel limite. Dopo la prova via cavo, ripetere il test in Wi-Fi dallo stesso dispositivo e poi nelle stanze utilizzate aiuta a individuare eventuali limiti della rete domestica.
Una misura sola non basta. Conviene ripetere il test in tre momenti diversi della giornata, compresa la sera, quando la rete è più carica, e annotare i risultati. Lo strumento disponibile su https://www.komparatore.it/speed-test consente di eseguire la prova gratuitamente e, grazie all’Osservatorio collegato, di confrontare il proprio risultato con la media degli utenti dello stesso operatore nella propria regione e provincia; le pagine del test spiegano anche come eseguirlo via cavo e in Wi-Fi e perché i due risultati differiscono.
Antenna, segnale e condizioni della FWA
Nel Canavese il collegamento radio può affiancare le reti cablate, secondo la disponibilità al singolo indirizzo. L’annuncio Fastweb del 2021 su 120 comuni piemontesi, che citava Rivarolo, Ivrea e Chivasso, descrive una fase storica del piano: per conoscere il servizio oggi attivabile serve una verifica aggiornata al civico.
Sulla FWA incidono tecnologia radio, segnale ricevuto, installazione dell’antenna e carico della cella. Una media per operatore non misura queste variabili e non può essere usata come media di tutte le connessioni FWA. Un risultato di 50 Mbps su un’offerta da «fino a 100» non è automaticamente normale o anomalo: occorrono le condizioni della prova e i parametri contrattuali. Anche per la FTTH, porta del computer e apparati domestici possono limitare il risultato.
Le medie volontarie dell’Osservatorio descrivono i test raccolti, senza rappresentare necessariamente il Canavese o distinguere le singole valli. Per la diagnosi conviene confrontare le proprie prove ripetute, separando cavo e Wi-Fi, prima di cercare un riferimento territoriale.
Quando serve la misura certificata
I test ripetuti via cavo servono a farsi un’idea, non a contestare un contratto. Per quello esiste la misura con valore legale di Misurainternet, la piattaforma dell’AGCOM: il software Ne.Me.Sys. gira sul computer collegato via cavo per un massimo di tre giorni, con Wi-Fi spento e traffico domestico ridotto al minimo, e isola la sola tratta dell’operatore, escludendo i colli di bottiglia di casa. Il certificato che produce confronta i valori rilevati con la banda minima garantita del contratto ed è la base per un reclamo formale, con una procedura che prevede tempi di risposta per l’operatore e, se il problema persiste, il recesso senza penali dal servizio internet. Vale anche per la FWA, purché il contratto indichi una banda minima: su una linea radio è spesso proprio quel valore, e non il “fino a”, a dire se il servizio è quello promesso.
Fibra che c’è e fibra che si usa
L’avanzamento della rete pubblica e l’attivazione di un abbonamento sono passaggi distinti. Open Fiber, concessionaria del piano nelle aree bianche, indica al 31 agosto 2026 lavori completati in 5.969 comuni FTTH su circa 6.030 e 6,5 milioni di unità immobiliari collegate; lo stato dei lavori è consultabile comune per comune nella sezione avanzamento lavori aree bianche del suo sito, che distingue le unità raggiunte in fibra da quelle servite via radio. Prima di decidere che la linea è lenta, quindi, la domanda da farsi è se al proprio civico sia attivabile una tecnologia migliore di quella in uso. Lo speed test serve a misurare quello che si ha; la verifica della copertura dice quello che si potrebbe avere.