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Campo Sinti di strada Cascine Forneris chiuso il 31 dicembre 2027

Prosegue il progetto Ma.Rea con l'Associazione 21 Luglio

Campo Sinti di strada Cascine Forneris  chiuso il 31 dicembre 2027
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Campo Sinti di strada Cascine Forneris a Ivrea sarà chiuso il 31 dicembre 2027.

Campo Sinti a Ivrea

«Il Campo Sinti di strada Cascine Forneris sarà chiuso il 31 dicembre 2027». È quanto approvato dalla giunta comunale con una delibera discussa a inizio ottobre attuando il progetto «Ma.Rea» sviluppato dall’Associazione 21 Luglio ed articolato in sei fasi operative per giungere ad un intervento innovativo e strutturale. L’insediamento di strada Cascine Forneris risale al 1975 ed è abitato da Sinti piemontesi, giunti in quel periodo in città. «Nel corso degli anni il campo si è andato estendendo, sviluppandosi in parte su un terreno privato e in parte sul terreno comunale – hanno spiegato dal Municipio – Attualmente sono presenti al suo interno 22 unità abitative composte da strutture in muratura, container, prefabbricati in legno e caravan». Uno dei primi step condotti dall’Associazione è stato il censimento: nell’ultimo anno risultano essere presenti in forma stabile 49 persone, di cui 38 adulti e 11 minori. Se nella città di Ivrea l’età media si attesta intorno al 49,58 anni, quella dell’insediamento è pari a 37,37 anni. Dei minori solo quattro sono in età scolare.

Le fasi del progetto

L’avvio del progetto «Ma.Rea» risale a meno di un anno fa: era il 27 novembre 2025, quando l’Amministrazione Chiantore, volendo superare l’insediamento, in linea con le raccomandazioni europee e nazionali, ha incaricato l’Associazione 21 Luglio di Roma di avviare la prima fase. Il 16 dicembre 2025 la cooperativa San Donato è stata incaricata di organizzare, sotto la supervisione dell’Associazione 21 Luglio – come detto – un lavoro di mappatura del campo, sostenendo gli abitanti nel primo accesso ai servizi. Lo scorso primo ottobre l’Associazione 21 Luglio ha presentato un dettagliato rapporto con la raccolta e la sistematizzazione del materiale utile a «fotografare» la realtà dell’insediamento a seguito di un lavoro di ascolto, mappatura, acquisizione dei dati qualitativi e quantitativi, e analisi degli stessi. Accogliendo le raccomandazioni formulate nel rapporto, l’Amministrazione comunale oltre a fissare una data sulla chiusura dell’insediamento, ha quindi avviato le azioni di superamento.

Gli incontri con le famiglie fino al prossimo 30 ottobre

Così fino al prossimo 30 ottobre le famiglie del campo, «incontrate singolarmente a più riprese dagli operatori sociali, avranno la possibilità di richiedere un sostegno per avviare percorsi individualizzati di graduale fuoriuscita – annunciano da palazzo civico – Successivamente, si definirà l’impegno di spesa da sostenere, operando una stima riguardo le spese di eventuali contributi – tenendo conto dell’Isee familiare e di eventuali proprietà riscontrate dopo l’indagine all’Agenzia delle Entrate – e per la rimozione delle abitazioni che gradualmente si andranno svuotando».

Il commento dell’assessora alle Politiche di integrazione Gabriella Colosso

«Superare un campo significa voler favorire una reale integrazione sociale e l’accesso ai servizi non solo dei residenti, ma anche a beneficio della coesione dell’intera città. I campi sono barriere culturali e fisiche che alimentano lo stigma e impediscono, appunto, la reale integrazione – evidenzia l’assessora Gabriella Colosso – Un cammino quello intrapreso non semplice fatto di un doppio binario di azione: quello di convincere i residenti al campo di quanto sia importante questa azione per una adeguata e dignitosa integrazione nel tessuto della città. L’altro quello verso la cittadinanza, che deve essere accompagnata a “includere”, eliminando così la segregazione urbana e costruire una città aperta basata sull’inclusione anziché sugli stereotipi».

La dichiarazione del presidente dell’Associazione 21 Luglio Carlo Stasolla

«La vera sfida è lavorare per far diventare quello di Ivrea un modello di superamento su scala nazionale – dice Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – Il Piemonte, dopo l’Emilia-Romagna, è la Regione che ha il più alto numero di campi sinti, 16, abitati da circa 1,300 persone e replicare le metodologie sino ad ora applicate con successo a Ivrea, potrebbe aiutare altre amministrazioni piemontesi a relegare finalmente al passato la stagione dei campi».