Cintano riparte dalle sue radici: Zucco Chinà dona «La Madonna del Pozzo».
Cintano
Un gesto d’amore nei confronti della storia del proprio paese, ma anche il tentativo di “risvegliare” tra i propri concittadini il desiderio di valorizzare le identità e le tradizioni locali. Così il cintanese Antonio Zucco Chinà descrive “La Madonna del Pozzo”, l’opera in terracotta da lui commissionata al giovane ceramista canavesano Dante Fuoco, e da alcune settimane installata sul muro di un edificio situato in quello che un tempo era chiamato “borgh del pòss” (rione del pozzo). Si tratta di un bassorilievo raffigurante la Vergine Maria nell’atto di attingere acqua da una cisterna; in base ad alcune ricerche, il rione in questione era infatti caratterizzato dalla presenza di molti pozzi, alcuni dei quali ancora esistenti, da cui la denominazione in lingua piemontese ancora diffusa tra gli anziani del paese.

Un’opera carica di significati
«Sono diversi i motivi che mi hanno spinto a commissionare quest’opera – spiega Zucco Chinà -. Soprattutto, volevo lasciare un segno e un ricordo nel tempo dell’importanza dei rioni nei piccoli paesi, della loro capacità di preservare il senso di comunità e tramandare le tradizioni locali. Mi auguro che quest’opera possa toccare il cuore di chi la guarda e trasmettergli la stessa emozione che ho provato io». La scelta di omaggiare in primo luogo il borgo del pozzo non è casuale, ma carica di significati simbolici: in tempi passati il pozzo era sì strumento necessario alla sopravvivenza della comunità, ma anche un punto di ritrovo, centro della vita sociale; «basti pensare che nella Bibbia rappresenta il luogo fatidico dell’incontro tra futuri sposi», sottolinea il committente, che aggiunge: «Il pozzo rimanda alla capacità di creare legami stretti tra vicini e un’identità condivisa, conservare racconti, dialetti e piccoli riti del passato, favorendo l’aiuto reciproco tra le famiglie nei momenti di bisogno». Anche il materiale di realizzazione, la terra rossa di Castellamonte (un tempo usata dalle fornaci per la produzione di mattoni e coppi in cotto, oggi regina di una tradizione artistica e artigianale conosciuta in tutto il mondo), ha a che fare con l’intento celebrativo del territorio.
Una segreta speranza
Quella per la valorizzazione artistica e identitaria dei vari rioni cintanesi è una “battaglia” che Zucco Chinà – già assessore, candidato sindaco alle ultime elezioni e oggi consigliere di minoranza – porta avanti da tempo, tanto da aver inserito il tema persino nel suo ultimo programma elettorale. «Non nascondo la speranza che questa nostra iniziativa possa essere fonte di ispirazione per altri e fornire lo “spunto” per la riscoperta delle peculiarità del nostro paese», conclude il cintanese.