Pasti destinati a persone in difficoltà lasciati su un muretto, all’aperto, accanto al cortile della scuola dell’infanzia, in attesa di essere ritirati. È quanto documentano alcune immagini ricevute dal consigliere comunale di opposizione Matteo Filippin, che ha sollevato il caso chiedendo chiarimenti sulle modalità di distribuzione del cibo. Una situazione che pone una questione delicata: non soltanto garantire un pasto a chi ne ha bisogno, ma farlo in condizioni adeguate, tutelando anche la dignità di chi lo riceve. Le fotografie mostrano sacchetti e confezioni appoggiati sul muro di cinta della scuola. Non permettono, da sole, di stabilire per quanto tempo siano rimasti lì né se si tratti di una prassi abituale o di episodi isolati. Ma sono sufficienti a sollevare interrogativi sull’organizzazione della consegna. «È questo il nostro modello di solidarietà?», domanda Filippin, che riferisce di aver ricevuto diverse segnalazioni da persone che usufruiscono della distribuzione gratuita dei pasti.
Davanti alla Materna…
«La documentazione ricevuta mostra sacchetti contenenti, secondo quanto riferito, pasti destinati a persone in difficoltà, depositati all’aperto su un muretto. Ma c’è un particolare che rende questa situazione ancora più emblematica: quel muretto delimita il cortile di una scuola materna. Un luogo nel quale i bambini imparano i primi valori della convivenza, della solidarietà, dell’attenzione e del rispetto verso gli altri. E proprio lì, dall’altra parte del cortile, il cibo destinato a persone meno fortunate viene lasciato su un muro, in attesa che qualcuno lo ritiri. Un bel modello di solidarietà. Un bell’esempio. Un bell’insegnamento!». Il consigliere precisa che la sua critica non riguarda l’aiuto alimentare in sé né chi si impegna per renderlo possibile. «Naturalmente, il valore dell’aiuto alimentare non è in discussione, così come non deve essere messa in discussione la generosità di chi dedica tempo e risorse alle persone in difficoltà. Ma la solidarietà non può essere ridotta al semplice gesto di mettere a disposizione un pasto. Richiede attenzione alle modalità, alle condizioni igieniche, all’organizzazione e, soprattutto, alla dignità delle persone. Chi vive una condizione di disagio non perde il diritto di essere trattato con rispetto». Filippin, tuttavia, non attribuisce responsabilità precise e chiede che venga chiarito come sia organizzato il servizio. «Non sappiamo se le modalità documentate siano previste dall’organizzazione del servizio o rappresentino comportamenti occasionali. Proprio per questo è necessario fare chiarezza. Non servono polemiche sterili, ma risposte e, se necessario, correttivi. Perché la solidarietà non è soltanto ciò che diamo. È anche il modo in cui trattiamo chi riceve. E se vogliamo insegnare ai nostri bambini il rispetto e l’attenzione verso gli altri, dovremmo cominciare proprio dall’esempio che offriamo loro».
Replica l’assessore
La replica dell’Amministrazione comunale arriva dall’assessore Erika Zanellato, che chiarisce anzitutto l’origine dell’iniziativa. «Il Comune ha richiesto nell’appalto della mensa alcuni pasti gratuiti da offrire a persone individuate insieme con associazioni di volontariato sociale del territorio». Si tratta dunque di una forma di sostegno alimentare prevista nell’ambito del servizio di refezione scolastica, con l’obiettivo di aiutare persone che attraversano un momento di difficoltà. Un’iniziativa che l’assessore rivendica nella sua finalità, pur riconoscendo la necessità di verificare quanto segnalato. «Purtroppo le modalità di consegna dei pasti talvolta sfuggono al controllo, che non può certamente essere quotidiano. Monitoreremo la situazione, eventualmente individuando modalità alternative e compatibili con il servizio mensa all’interno della scuola dell’infanzia». La vicenda, dunque, non mette in discussione l’importanza del sostegno alimentare, ma richiama l’attenzione su un aspetto che non dovrebbe essere secondario: il momento della consegna. Perché un servizio pensato per aiutare chi è in difficoltà deve poter garantire non soltanto il pasto, ma anche modalità di distribuzione rispettose delle persone che ne beneficiano. L’impegno annunciato dall’assessore è ora quello di verificare la situazione e valutare eventuali correttivi.