300.000 euro

La riqualificazione del verde costa 900mila euro: palazzetto e nuovi uffici comunali possono attendere

Rivarolo ha vinto un bando per il parco Malgrà: il Comune interverrà con 600.000 €, di cui 400.000 da un mutuo

La riqualificazione del verde costa 900mila euro: palazzetto e  nuovi uffici comunali possono attendere
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Il tema del parco del Castello Malgrà è diventato centrale nella discussione non solo per la «mozione-trappola» nella quale Marina Vittone non cade e rilancia annunciando che «ho il piacere di annunciare che siamo arrivati primi in un bando regionale per la ristrutturazione del verde pubblico del parco; risultato che va a favore dei nostri uffici che ci hanno lavorato tanto e bene. Un plauso alla capacità dei nostri uffici di ricevere i problemi e risolverli facendo un grande lavoro per la città. Ma veniamo alle priorità. Mi fa piacere spiegare il perché abbiamo partecipato. Da cittadini e amministratori non sempre ci rendiamo conto di quanto sia verde la nostra città. Le frazioni sono un polmone, ma anche i nostri parchi, le allee sono punti verdi e Rivarolo attrae anche per questo. In particolare, poi, mettere mano al parco del Castello vuol dire generare turismo, facendo promozione anche allo stesso Castello. Non solo. Sarà un modo per arginare anche l’opera dei vandali, visto che verranno installati nuovi strumenti di controllo. E per noi salvaguardare questo gioiello di famiglia era un priorità». Per questo sono stati investiti 600.000 euro che si aggiungono ai 300.000 della Regione.

I dettagli finanziari dell’intervento al Malgrà

«Attraverso un co-finanziamento diamo corpo ad un progetto nel quale crediamo. Tutti gli investimenti Pnrr portano con sé i costi di gestione e questo va messo in conto». Ma più d’uno i dubbi dell’opposizione sul quanto (900.000 € costo totale) e il come (co-finanziamento di 600.000 €) sull’intervento che verrà messo a terra al Malgrà. «Duecentomila euro provengono dall’avanzo di amministrazione, mentre i restanti 400.000 euro saranno coperti tramite un mutuo». Ovvero, dei 900.000 euro del costo totale progetto, sul bilancio 2026 arriveranno in entrata 150.000 € da Regione Piemonte e altri 150.000 € nel 2028 sempre da Palazzo Lascaris, per un contributo complessivo di 300.000 euro a cui si aggiungono gli altri 600.000 €, per arrivare al totale così composti: 400.000 euro attraverso un mutuo acceso dal Comune di Rivarolo e altri 200.000 euro di fondi propri, sempre dell’ente locale.

La difesa del sindaco Martino Zucco Chinà tra continuità e costi energetici

Così, Martino Zucco Chinà sindaco ma anche assessore al bilancio. «È un progetto sfidante», ha aggiunto. «Nel portare avanti le nostre idee abbiamo fatto proprie anche le progettualità del passato, nonostante alcune perplessità emerse durante il percorso, senza tradire nessuna progettualità ereditata; avremmo potuto rinunciarvi, invece, abbiamo garantito continuità». Il sindaco ha poi rivendicato la centralità e l’attrattività del territorio, definendo Rivarolo come una potenziale «locomotiva della ripresa» in grado di mostrare resilienza di fronte alle difficoltà e di attrarre investimenti privati. Guardando alle cifre complessive, il primo cittadino ha ridimensionato la portata economica dell’intervento se paragonato alle reali necessità del patrimonio pubblico: «600.000 euro sono un’inezia se confrontato quanto occorre per ristrutturare il Comune o trovare una nuova sede agli uffici. Per non parlare del Palazzetto dello Sport che sta nell’ordine dei milioni di euro; la differenza non la fanno questi 600.000 euro, ma il lavoro che sapremo fare per intercettare altre risorse». Zucco Chinà ha infine richiamato le complessità gestionali e l’impennata eccezionale dei costi energetici, in una fase segnata da una profonda incertezza globale. «Lo abbiamo scritto sul DUP, lo scrivevate voi, è un periodo di estrema incertezza! Sono tante le variabili: i costi energetici, ad esempio, che si abbattono su tutti; e scoprire che in sei mesi sono aumentati del 300% ti sconvolge i bilanci! Inutile riempirsi la bocca di bei pensieri. Abbiate pazienza!». E coglie l’occasione per ribadire un concetto: «Quando voi dite che bisogna programmare, abbiate riguardo al passato che vi ha visti protagonisti. Ci siamo arrampicati sugli specchi per porre rimedio al vostro intervento sul “blocco C” della scuola media: negli uffici, non c’era idea di dove trasferire i ragazzi durante i lavori, cosa a cui non avete pensato, e invece l’abbiamo trovata noi. Magari questo aumenta l’autostima nostra. Ogni volta che si fa un’osservazione, a volte ci sono anche cause oggettive per cui non si può fare programmazione.».

L’astensione di Helen Ghirmu: «Voi per l’estetica, noi per i servizi»

Parole che non scaldano alla capogruppo di “Energia per Rivarolo”, Helen Ghirmu. Ricordando l’esperienza maturata nella precedente amministrazione, l’esponente della minoranza ha evidenziato come sia i meriti sia le criticità del passato siano ben noti a entrambe le parti, così come l’impatto dei rincari energetici. «Mi onora aver fatto parte della Giunta del passato. Ne conosco le falle e i meriti. Ma l’asilo nido e scuole sono un dono per voi. Anche noi abbiamo vissuto gli aumenti energetici. Sono cose che conosciamo. E le nostre osservazioni non mancano di rispetto a voi». Ghirmu ha infine spiegato la posizione del proprio gruppo sul voto e la differenza di approccio con la maggioranza: «Se volessimo fare polemica, voteremmo no, e invece ci asteniamo. In consiglio, però: togliamo l’edera infestante prima di pensare ai grandi progetti del Parco. Sa, cosa ci differenzia? Che voi siete per l’estetica, come il parco; noi per i servizi, come le scuole».