Questa volta per non cadere nel «trappolone» che nello scorso consiglio comunale Fabrizio Bertot avevo teso (capogruppo di opposizione assente nel Consiglio comunale di mercoledì scorso così come la sua collega di Lista, Lara Schialvino) la maggioranza, guidata dal sindaco Martino Zucco Chinà, si è schierata in formazione «testuggine» (tattica difensiva in guerra in epoca romana) a proteggere Marina Vittone. Non più da sola contro tutti, come nella penultima seduta a dare risposte ad ogni quesito venisse posto e a parare colpi da destra e sinistra (nel senso politico della definizione) ma un lavoro più di «squadra» con un sindaco in campo ad evitare la sovraesposizione della sua vice ed evitare «colpi bassi» come quello dell’imbarazzante audio a sorpresa fatto sentire in aula; l’approfondimento sulla presunta manipolazione “AI” probabilmente non ci sarà, nessuno sembra voler addivenire alle vie legali.
La mozione sul regolamento parchi e il botta e risposta
Questa volta l’inciampo era nascosto (così come un mese fa) nelle righe e pieghe di una mozione. In particolare quella del gruppo Energia per Rivarolo nel chiedere un impegno preciso da parte della Giunta di redigere un regolamento per l’utilizzo dei parchi comunali. Una sorta di vademecum snello e fruibile per spiegare cosa si possa (o meno) fare nelle aree verdi pubbliche. Ed eccolo il «trappolone». Perché è la consigliera Helen Ghirmu che introduce il tema parlando di alcune famiglie che quest’estate hanno avuto dei problemi – con chi o quale politico non è stato esplicitato – con addirittura un nucleo sanzionato: «Ma non ne sono certa», ha precisato Ghirmu. Aggiungendo, però, subito dopo: «Ma può esserci utile in tal senso venendoci in soccorso Marina Vittone alla quale chiedo il distinguo tra festa di compleanno o una partitella a calcio, senza rincorrere in ammonizioni o sanzioni. Tradotto: al Malgrà mai più un pic-nic?». E chi si aspetta che parta l’invettiva della vice sindaca resta deluso, perché ecco l’entrata di Zucco Chinà.
La posizione del sindaco Zucco Chinà: «Servono distinguo e regole»
«Per come lo vedo io, ci vuole una struttura finalizzata, non estemporanea. Dobbiamo fare dei distinguo. Io sono della moda vecchia. In cucina si mangia; in salotto si guarda la Tv, nello studio si legge. Senno è tutto oggetto di confusione. Una cosa sono 5-6 persone che si ritrovano al parco, altro cosa se sono 50! Non facciamo solo narrazioni che non sono vere. Se la richiesta è l’utilizzo del parco giochi pubblico, dobbiamo capire di cosa parliamo. Se è un’area verde comunale non fai altro. Il pallone non dovresti usarlo per giocare. Ma non c’è una linea di confine. Poi, però, noi a Rivarolo abbiamo parchi dove in alcuni puoi fare un pic-nic ma non farci il compleanno, ad esempio. E’ una mia ossessione la liquidità dei comportamenti. Ho ragione di pensare a quello che le è stato riferito (ed eccolo il rimando al mittente del “trappolone”) non sia il semplice utilizzo del parco gioco, ma l’utilizzo di strutture all’aperto che hanno altra funzione. Già voi sul Malgrà avevate messo dei paletti. Nessun problema a fare vademecum. Comunque alla sua mozione voteremo sì.».
La replica di Helen Ghirmu e l’ironia sulla «bomboniera impolverata»
Incalza Ghirmu: «Nel ringraziarla resto però perplessa. Rifacciamo il Parco Malgrà, lo riqualifichiamo e poi però non lo possiamo più usare come facevamo prima? Per favore, non facciamo un’altra bomboniera impolverata che mettiamo in disparte», ironizza riprendendo una dichiarazione dell’ex assessora Conta Canova su Villa Vallero». E chiude: «Ah, io comunque con la mia famiglia mangio anche la pizza sul divano il venerdì sera». A proposito di comportamenti fluidi e di visione della vita (anche amministrativa) diametralmente opposta.