la situazione

Emergenza acqua e Protezione Civile

Tra crisi idrica e rapporto teso con il Consorzio irriguo: le strategie dell'amministrazione non convincono le opposizioni

Emergenza acqua e Protezione Civile

«Non siamo tagliati per le cose dimostrative che lasciano il tempo che trovano e fini a stessi: pertanto la fontana resta accesa, non fosse altro per l’effetto placebo che genera in chi la osserva nelle giornate di grande afa». A parlare – manco a dirlo: il pragmatismo e la pungente ironia usata in Consiglio arrivano prima del suo nome – è Martino Zucco Chinà all’invito scritto di mettere in pratica fatti tangibili contro il risparmio idrico attraverso l’istituto della mozione a firma del gruppo consiliare di opposizione Energia Per Rivarolo.

Emergenza acqua e Protezione Civile

In realtà la provocazione (scritta) della consigliera Helen Ghirmu voleva andare oltre il ricircolo della scultura di piazza Chioratti e così è stato. Ancora il sindaco Zucco Chinà. «Nel vostro scritto, avendo voi messo tutto e il contrario di tutto, avrei aggiunto lo scolmatore di Valperga che ci protegge a nord e la realizzazione molto utile dell’invaso in Valsoana. Noi non siamo per manifestazioni sporadiche ma per progetti da portare, ad esempio, nelle le scuole sul tema dell’acqua, anche per questo non voteremo le vostra mozione». Sul tema idrico si addentra il consigliere di maggioranza con delega all’agricoltura Giacomo Meaglia. «Le temperature e le mancate piogge di giugno e poi luglio ci hanno portato alla grave situazione di oggi. Il Torrente Orco è un problema: per l’agricoltura è stato un colpo basso. Solo per il grano turco si rischia di perdere il 30% del raccolto a causa dell’impollinatura anticipata dal gran caldo; quello che generalmente succedeva a luglio è capitato a giugno. Ci siamo fatti portavoce con gli altri comuni che coptano acqua dall’Orco, in primis San Benigno che ha lanciato l’allarme per primo; dopo i lavori per l’acquedotto di Smat qualcosa potrebbe essere successo, visto che l’acqua è “sparita”. Abbiamo avuto due incontri: uno il 16 luglio e prima ancora, il 10, in Città Metropolitana, quando è stato nominato il “regolatore delle acque del torrente Orco”, l’ingegner Seleri che, alla presenza dei comuni, ha fatto già le prime misurazioni al Canale di Caluso che “prende” da Spineto». Tutto in questo in risposta a Ghirmu che proponeva un tavolo tecnico di confronto sul tema. «Pur condividendo il tema – ha chiosato Zucco Chinà – per i rivarolesi non è più tempo di tavoli. Anche perché nei luoghi che contano non abbiamo più un rappresentante del Canavese: e parlo del Parlamento. Il motivo per cui in passato ho sostenuto

Tra crisi idrica e rapporto teso con il Consorzio irriguo: le strategie dell’amministrazione non convincono le opposizioni

qualcuno che poi comunque non è arrivato è per dare un senso alle cose: che ci faccio in quella riunione se poi conto come il 2 di picche?».
Ma dal problema dell’emergenza idrica alla protezione civile in caso di emergenze climatiche il passo è breve. Dalla siccità alle bombe d’acqua è un attimo. Ed è il consigliere Riccardo Cerrano che sposta il focus chiedendo, nell’ambito del Dup alla missione 11, dove si parla del recupero del rapporto con il Consorzio irriguo locale con il quale è aperto un contenzioso dal 2024, a che punto fosse la discussione in vista delle concessioni scadute nel giugno 2026 e del piano di protezione civile a tutela dei rivarolesi ancora sub judice.
Della questione è sempre il sindaco che se ne occupa in prima persona. Martino Zucco Chinà: «Dalla delibera della precedente Giunta impugnata abbiamo ampliato l’interlocuzione, scoprendo tanti aspetti di ventaglio che ci aiuta a capire il problema. Dalla protezione civile, al Consorzio irriguo, al tema idroelettrico: sono tutti problemi correlati. Ci siamo mossi in verticale su Città Metropolitana e Regione, più incontri per capire come funzionano consorzi di secondo livelli. Sul ciriacese, ad esempio, ho visto una realtà più organizzata e articolata, rispetto a qui e non solo. Nel fare questo, abbiamo approfondito con i “vicini di casa”: a nord con Valperga per il loro (eventuale) scolmatore da 1.700.000 euro. A sud con San Benigno che ha problemi diversi, provato a fare sintesi, e come risultato tangibile il contributo di Città che nel rinovare le concessioni avrebbe introdotto e sottolineato l’impegno del contributo in protezione civile». Come dire, la soluzione è tutt’altro così vicina dall’essere trovata. Perché alla domanda chi movimenta le paratie dei canali in caso di forti piogge? Visto che l’azione è prevista nel nuovo piano di protezione civile Rivarolese che è stato impugnato e – senza interventi formali – si arriva al rinnovo delle concessioni senza modifiche.