La lettera

Rientro a scuola a settembre? L’assessore Pieruccini scrive al ministro

«Non possiamo permetterci di perdere tempo», scrive l'amministratore.

Rientro a scuola a settembre? L’assessore Pieruccini scrive al ministro
Cuorgnè, 09 Maggio 2020 ore 16:14

Rientro a scuola a settembre? L’assessore Pieruccini scrive al ministro. «Non possiamo permetterci di perdere tempo», scrive l’amministratore.

Rientro a scuola a settembre?

Caro Ministro, ti scrivo così mi distraggo un po’… l’anno scolastico è finito ormai, ma qualcosa ancora non va. La rivisitazione in tempi di emergenza Covid-19 della celebre canzone di Lucio Dalla potrebbe essere la sintesi perfetta delle motivazioni che hanno spinto l’assessore all’istruzione di Cuorgnè, Davide Pieruccini, a scrivere al Ministro Lucia Azzolina che ha ipotizzato un rientro a scuola a settembre. Settembre, quando le scuole del paese delle due torri e di tutta Italia riapriranno i battenti, non è lontano e servono, secondo l’amministratore comunale cuorgnatese, delle scelte importanti per scongiurare una «falsa (ri)partenza» e un nuovo pit-stop. «Ho scritto al Ministro Azzolina per manifestare la mia attuale preoccupazione –  spiega Pieruccini – Stiamo vivendo questi momenti difficili dal punto di vista sanitario ed economico, ma a breve ci si dovrà assolutamente occupare anche di un inevitabile caos sociale. Sia chiaro: nessun tipo di mobilitazione di piazza, perché il riferimento è al mondo della Scuola».

Tra indiscrezioni e preoccupazioni

I rumors e le indiscrezioni sulle modalità della fase 3 non mancano. «Voci di corridoio, tante – aggiunge l’assessore all’istruzione di Cuorgnè – Sentiamo parlare di turnazioni, didattica a distanza, distanziamento sociale, presenza ridotta all’interno dei mezzi di trasporto, mascherine, termometri, colonnine per la distribuzione gel, sanificazione continuativa, ingresso nelle aule distanziati.  Potrei andare avanti per ore ma preferisco partire con alcuni esempi pratici e concreti. Nella nostra cittadina è presente un Asilo Nido, l’IC Cuorgnè, l’Istituto superiore “25 Aprile Faccio”(gestione Città Metropolitana di Torino) e una Paritario (solo fino alla Primaria). Immagino i bambini del Nido… difficile spiegare loro che si deve rispettare la distanza sociale e non toccare con mani o bocca un gioco, pur riconoscendo la capacità e la professionalità delle educatrici del Nido Comunale». Sono tanti i «nodi da sciogliere» per Pieruccini: «Sarà difficile la gestione della distanza sociale, il trasporto scuola bus, la presenza in mensa (ricordo che è un momento formativo), dove già siamo costretti per questioni di dimensione del luogo ad effettuare due turni. Ultimo, ma non per ordine di importanza, tutto ciò che riguarda gli studenti con disabilità. Quali conseguenze potrebbe portare in alcuni casi il distanziamento dopo che per anni si è riusciti a fare l’avvicinamento sociale con tanta fatica e sacrifici?».

Disagi per le famiglie

E le famiglie? «Immagino già i genitori costretti ad alzarsi alle 5 del mattino per preparare i figli in tempo utile al raggiungimento dei vari plessi scolastici – evidenzia Pieruccini – le file chilometriche dei circa 780 allievi dell’Istituto Superiore per entrare a Scuola; gli eventuali turni scolastici o le video lezioni soprattutto per i più piccoli dove la presenza di un genitore è fondamentale per l’ottima riuscita della lezione stessa. Noi non possiamo affrontare il rientro in queste condizioni. Non per mancanza di volontà, ma di adeguati spazi. Non voglio nemmeno entrare nel merito del Personale Scolastico altrimenti si rischierebbe di aprire un altro tema di discussione, perché in previsione di una diversa gestione scolastica la carenza numerica diventerebbe sempre più evidente e di difficile gestione. Dal mio punto di vista la scuola deve ripartire a settembre solo se in grado di garantire condizioni tali da rispettare la salute di tutti, con l’utilizzo della mascherina, la sanificazione dei locali, l’aumento del Personale ATA e la maggiore responsabilità delle famiglie per quanto riguarda l’igiene dei propri figli. Non esistono altre soluzioni. Ho scritto al Ministro, perché non ho nessuna intenzione di ritrovarmi, ad una manciata di giorni dalla apertura dell’anno scolastico, a dover affrontare regole incomprensibili ma sopratutto impraticabili. Non vanno, quindi, prese decisioni di difficile attuazione per il bene di tutti soprattutto per questa generazione che ha bisogno di normalità in fatto di istruzione scolastica. Sono certo che questa mia preoccupazione evidenziata è condivisa da gran parte delle Amministrazioni Locali e che tutti insieme grazie al suo interessamento potremo sicuramente troveremo la giusta soluzione. Non possiamo permetterci di perdere tempo».

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