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Allevamento polli a Montalenghe, il titolare dell’azienda si difende dalle critiche

«Puntare il dito così contro imprenditori under40 che vogliono investire in Canavese, senza prima informarsi bene sui progetti, è errato e dispiace molto».

Allevamento polli a Montalenghe, il titolare dell’azienda si difende dalle critiche
Attualità Alto Canavese, 02 Maggio 2021 ore 13:56

Il titolare dell’azienda agricola si difende dalle critiche dei sindaci sull’allevamento dei polli a Montalenghe.

Allevamento polli a Montalenghe

Mercoledì 28 aprile è atteso il pronunciamento tecnico al termine della conferenza dei servizi sull’ampliamento della nuova attività di allevamento intensivo polli da parte dell’Azienda Agricola Mattioda S.r.l. al confine tra i Comuni di San Giorgio Canavese e Montalenghe.

La difesa dell’allevatore Alberto Mattioda

Proprio l’impresa, attraverso le parole del titolare, Alberto Mattioda si difende dalle critiche mosse nei propri confronti dai sindaci di San Giorgio e San Giusto. «L’allevamento sorge dietro gli ex stabilimenti Pininfarina. Si tratta di un’area che, fino a pochi mesi fa, era spesso trasformata in una discarica a cielo aperto da incivili o in una zona dove veniva praticata la prostituzione. Criticità che dal nostro arrivo sono praticamente scomparse – spiega Mattioda – Tuttavia, gli aspetti positivi non si esauriscono certo qui. L’interesse pubblico che i sindaci ci contestano c’è eccome. In un momento delicato per tutto il mondo del lavoro, abbiamo investito diversi milioni di euro. C’è un indotto non indifferente, con ricadute importanti sul territorio. Per le opere già realizzate, ad esempio, ci siamo affidati a ditte e professionisti di San Giorgio, Ozegna e Comuni limitrofi. Non mi aspettavo di ricevere dei complimenti, ma nemmeno delle critiche così feroci».

Dati errati

Entra nel merito della nuova attività Mattioda: «Io non sono un politico e non entro in quella polemica, ma sono dispiaciuto nel vedere che sono stati diffusi dati non corretti. Sono 39mila i polli che saranno collocati in ogni capannone. Lo dice la norma, bastava leggere con attenzione. In tutto, quindi, saranno meno di 200mila e non 300mila come sostenuto da qualcuno. Il benessere degli animali è al top: la mortalità è al di sotto del 2%, quando l’Asl accetta una soglia fino al 7. Gli stessi capannoni tanto criticati che andremo a realizzare saranno moderni ed ecosostenibili».

L’ok di Asl e Arpa

L’ultima replica dell’imprenditore canavesano riguarda l’ipotesi di cattivi odori provenienti dagli stabilimenti: «Mi fa sorridere perché dicevano di percepire puzza anche quando i capannoni erano chiusi. Il piano regolatore è stato rispettato in ogni aspetto. La prima casa, che è poi un cascinale, è a un chilometro e 300 metri. San Giusto dista diversi chilometri. Tutte le ispezioni effettuate da Asl e Arpa hanno dato esito positivo. La pollina viene smaltita in 3 ore lo stesso giorno del carico. Puntare il dito così contro imprenditori under40 che vogliono investire in Canavese, senza prima informarsi bene sui progetti, è errato e dispiace molto».