Eporediese

Anagrafe antifascista, la proposta del comune di Chiaverano

Presentata alla vigilia del 25 Aprile

Anagrafe antifascista, la proposta del comune di Chiaverano
Attualità Ivrea, 24 Aprile 2021 ore 16:52

Anagrafe antifascista, la proposta a Chiaverano in Consiglio comunale.

Anagrafe antifascista

Iscriversi all'Anagrafe antifascista è la proposta a Chiaverano da discutere  in Consiglio comunale, formulata alla vigilia del 25 Aprile. La prossima assise civica è già stata convocata per il prossimo  28 aprile 2021 quando si delibererà per l'iscrizione. "Aderire significa prendersi un impegno per la democrazia e a sostegno dei valori della nostra Costituzione", ha commentato il sindaco Maurizio Fiorentini.

Il Comune di Stazzema

E' il luogo, dove ci fu un feroce eccidio,  e l'ente ha lanciato l'idea di un'anagrafe delle persone e dei Comuni antifascisti. L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema fu un crimine commesso dai soldati nazisti iniziato all'alba del 12 agosto 1944. Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): si trattò infatti di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

Vigilia del 25 Aprile

A causa delle restrizioni dovute al Covid19 anche quest'anno le celebrazioni per il 25 aprile si svolgeranno in forma ridotta. Domani mattina, 25 aprile, alle 9,30 deporremo una corona d'alloro a Bienca, in Corso Carlo Zuffo e al Parco della Rimembranza per ricordare i martiri chiaveranesi. Alla cerimonia saranno presenti solamente il Sindaco, il Vicesindaco, la Polizia Municipale, un rappresentante dell'ANPI e un rappresentante dell'Associazione Nazionale Alpini di Chiaverano. Anche se la cerimonia ufficiale è stata fortemente ridimensionata così non è la necessità di ricordare il senso di questa ricorrenza.

Il commento del sindaco

"A distanza di 76 anni dal giorno della liberazione dal nazifascismo non sono mai venute meno le esigenze di ricordare e rafforzare le esigenze di libertà, di dignità, di rispetto per se stessi e per gli altri - dice Fiorentini - L'art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dice che “ Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Da tempo sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato. Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, violenza verbale. In rete e sui social media, sulle testate giornalistiche, nelle dichiarazioni politiche come nei bar e nelle strade".