Askatasuna scatena il dibattito politico anche in Canavese
Il confronto
La manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna, recentemente sgomberato, accende il dibattito anche in Canavese tra gli amministratori civici, ma non per questo privi di orientamenti politici. «Quanto accaduto a Torino è vergognoso – commenta il sindaco sangiorgese Marco Baudino – Gli oltre 100 agenti feriti da altrettanti violenti distaccatisi da un corteo di 50.000 cittadini pacifici, la città sfregiata e il video dell’agente aggredito con ferocia sono inaccettabili e inquietanti. Ma è davvero così impossibile riuscire ad isolarli preventivamente?». Baudino va dritto al punto: «Il fascismo non è una posizione politica, è soprattutto un metodo: quando si usa la forza per imporsi sugli altri si adotta quel metodo, indipendentemente dal colore della piazza. Difendere e reclamare la democrazia significa non chiudere gli occhi sulla violenza e non trasformarla in strumento di propaganda».
L’obiezione
Dura la presa di posizione dell’assessore cucegliese Mattia Baudino: «Alcuni esponenti della Sinistra chiedono alla Destra di non strumentalizzare le aggressioni alle forze dell’ordine e di non confondere la partecipazione di loro esponenti con gli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione. Il messaggio che cercano di far passare è: due mondi diversi, da una parte i pacifici, dall’altra i violenti. Sinceramente? Non ci credo per nulla. Era da giorni che si prevedevano guerriglia urbana e disordini in città». Dello stesso avviso anche il sindaco alladiese Marco Succio.
La replica
«Se il rischio era noto – risponde il primo cittadino di San Giorgio –, la mancata prevenzione non dovrebbe essere un fallimento istituzionale? Lo Stato di diritto deve isolare i violenti per proteggere sia le forze dell’ordine che il diritto al dissenso pacifico». «Negozi chiusi e blindati facevano parte della prevenzione – replica l’amministratore cucegliese – Un esercito di violenti ha comunque attaccato le forze dell’ordine. Il governo si può contestare, lo Stato no». Tutti concordano sull’inaccettabilità della violenza, ma per Baudino, «alcuni partiti politici finiscono per avallare certi messaggi e tollerare un certo livello di violenza, purché indirizzata verso la destra».