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Canale scolmatore a Castellamonte: lo spingi tubo "salva" la provinciale

La tecnologia utilizzata permette di interrare condotte senza operare scavi a cielo aperto

Canale scolmatore a Castellamonte: lo spingi tubo "salva" la provinciale
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Canale scolmatore a Castellamonte: lo "spingi tubo" evita disagi sulla provinciale che collega la città a Cuorgné.

Canale scolmatore a Castellamonte

Proseguono i lavori per la realizzazione del canale scolmatore a Castellamonte. Un'opera imponente, per la quale i progettisti hanno deciso di impiegare una tecnologia particolare che, probabilmente, sul territorio non era ancora mai stata sperimentata. Si tratta del cosiddetto "spingi tubo", che, per dirla in modo semplice, permette di interrare condotte anche di grandi dimensioni senza dover operare scavi a cielo aperto: un martinetto spinge letteralmente il tubo nel terreno. Ed è proprio ciò che si sta facendo in questi giorni per consentire ad una conduttura di 2 metri di diametro di attraversare la provinciale tra Castellamonte e Cuorgné senza interrompere il traffico o creare altri disagi.

Il primo di due

"L'impiego di questa tecnologia era già previsto fin dall'inizio nel progetto del canale scolmatore, per evitare di dover sventrare la provinciale - spiega il sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza -. Quindi non comporta costi aggiuntivi. Peraltro questo spingi tubo è più corto, ma ve ne sarà un altro più lungo a valle che attraverserà il canale di Caluso e il consorzio Est Orco".

L'intervento

La realizzazione del canale scolmatore dovrebbe proteggere il centro da eventuali alluvioni. É ancora vivida infatti la memoria di quel luglio 2011 in cui, in seguito a piogge molto forti, l’esondazione del San Pietro aveva creato non pochi danni a diversi edifici e infrastrutture pubbliche e private: da lì, l’iter amministrativo volto a impedire che eventi del genere possano ripetersi. Il progetto definitivo per la realizzazione del canale scolmatore era stato approvato in linea tecnica già ad agosto 2019, ma è stato indispensabile ottenere le risorse economiche necessarie a tal fine. L’importo complessivo dell’intervento ammonta 4 milioni e 830 mila euro. Di questi, 2 milioni sono finanziati dal dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare, 2 milioni e 500 mila con con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e 330 mila grazie al Fondo per l’avvio di opere indifferibili.

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