Emergenza abitativa a Ivrea, tra liste d’attesa per un alloggio popolare e il nuovo Piano casa governativo.
Emergenza abitativa
Da tempo in città si parla di emergenza abitativa. In base agli ultimi dati resi noti, a Ivrea si contano più di 10mila unità immobiliari, ma almeno mille sono vuote perché per la maggior parte in vendita. Molti proprietari nel tempo hanno preferito optare per i cosiddetti affitti brevi oppure di metterle “a reddito” come “affitta camere”. Troppi i morosi contati negli anni, pesantemente condizionati dalla crescente crisi economica e le ridotte opportunità di lavoro.
Gli alloggi popolari
C’è poi il problema delle case popolari con un’edilizia ferma a più di 50 anni fa. Tant’è che almeno il 30 per cento delle strutture Atc risulta inutilizzabile per problemi tecnici, cioè legati agli impianti, se non addirittura inagibile, perché necessiterebbe di interventi significativi. Fondamentali in questo senso sono stati alcuni dei lavori eseguiti tramite i fondi Pnrr. Ma non basta a snellire le liste con decine di famiglie in attesa dell’assegnazione di una casa.
La riapertura della Santo Bambino
Strategica in questo scenario è la prossima riapertura della Santo Bambino in via Varmondo Arborio 18. Sabato, 9 maggio, intorno alle 11.30 verrà infatti inaugurata la nuova struttura sociale. Chiusa un anno fa per necessari lavori di manutenzione aveva determinato “un’emergenza nell’emergenza” dovendo trovare una collocazione immediata per le 30 persone ospitate. Determinante è stata l’azione del Comune avviando un’interlocuzione con l’Atc, il Consorzio In.Re.Te. e altri enti locali per trovare soluzioni alternative. Ma soprattutto per arrivare alla riapertura in tempi brevi.
Il nuovo Piano casa
Una risposta arriva anche tramite il nuovo Piano casa varato dal Governo. “Ci sono voluti 2 anni di lavoro vero, di incontri sul Territorio e a Roma (anche dal sottoscritto che al tema si è sempre interessato). Oggi però possiamo dirlo senza giri di parole: il Piano Casa è stato approvato e parte davvero.” Così il deputato eporediese Alessandro Giglio Vigna (Lega) ha commentato nei giorni scorsi il via libera del Consiglio dei Ministri. “Dietro questo provvedimento non ci sono numeri astratti, ma storie reali: famiglie in attesa di una casa, persone bloccate da procedure infinite, genitori che fanno fatica ad arrivare a fine mese dopo una separazione. È pensando a loro che abbiamo lavorato. Il Piano Casa mette in campo risultati concreti: oltre 60mila case popolari saranno ristrutturate e assegnate entro un anno, più risorse economiche per rendere gli interventi rapidi ed efficaci, meno burocrazia per accorciare i tempi e sbloccare situazioni ferme da troppo tempo. Abbiamo voluto togliere di mezzo gli ostacoli inutili. Quando una casa è vuota e una famiglia ne ha bisogno, lo Stato deve essere veloce, non complicare le cose”. Una risposta importante riguarda anche i genitori separati: “Un contributo mensile di 400 euro per chi è costretto a lasciare la casa familiare. Parliamo di persone che spesso si ritrovano a ricominciare da zero e questo aiuto è un modo concreto per non lasciarle sole”. E Giglio Vigna conclude: “Non abbiamo promesso miracoli, ma impegno e serietà. Questo è un primo passo importante. Continueremo a lavorare perché il diritto alla casa torni a essere una certezza e non un problema”.