Guerra dell’acqua: dopo la Prefettura, la parola ora passa ai giudici del Tar
Il ricorso contro il Comune
L’annosa vicenda dei distretti irrigui approda ufficialmente davanti al Tar del Piemonte. Con una determinazione del 10 giugno, il Comune ha infatti affidato un incarico legale di 7.969,71 euro per costituirsi in giudizio nel ricorso presentato da un privato contro la deliberazione della Giunta comunale n. 8 del 19 gennaio 2026, avente ad oggetto la presa d’atto della composizione dei distretti irrigui del Fontanile Cesali e del Fontanile Gavo all’interno del Consorzio Irriguo Stura e Banna. Secondo i ricorrenti, tutto sarebbe iniziato nel 2023, quando sarebbe stato interrotto il cosiddetto ramo sud del Fontanile Cesali. L’intervento avrebbe comportato la soppressione di un tratto del canale e impedito il deflusso delle acque verso alcuni fondi agricoli e un laghetto derivante da una ex cava. Da tale situazione è scaturita anche una causa civile, tuttora pendente davanti al Tribunale di Ivrea.
La delibera sotto accusa
A essere messa sotto accusa è innanzitutto la natura della delibera comunale che avrebbe recepito integralmente le decisioni del Consorzio, attribuendo loro efficacia amministrativa. Viene inoltre contestata la partecipazione alle deliberazioni dell’assessore all’Agricoltura Luca Ferrero, imprenditore agricolo e componente del CdA del Consorzio. Per questi motivi il ricorso chiede l’annullamento sia della delibera di gennaio sia della precedente deliberazione del CdA del Consorzio che ha istituito il distretto del Fontanile Cesali.
Una questione anche politica
L’atto amministrativo, notificato al Comune di Volpiano il 13 maggio scorso, rappresenta il primo approdo giudiziario di una vicenda che negli ultimi mesi aveva già animato il dibattito politico cittadino, tra interrogazioni, mozioni e un esposto in Prefettura. Sul fronte politico, infatti, la questione era già stata portata all’attenzione del prefetto Donato Cafagna dalle forze di minoranza di Cambiamo Volpiano e Gente di Volpiano, che lo scorso febbraio avevano chiesto le dimissioni dell’assessore Ferrero e, insieme al centrodestra, l’annullamento della delibera di gennaio, richieste entrambe respinte dalla maggioranza.
Dalla Prefettura al Tar
La Prefettura ha chiesto chiarimenti al sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli, il quale ha spiegato che la delibera contestata rappresentava soltanto una presa d’atto delle decisioni del Consorzio. La parola, non esercitando la Prefettura poteri di controllo sugli atti amministrativi, passa ora ai giudici del Tar, che nei prossimi mesi saranno chiamati a stabilire se i provvedimenti contestati siano stati adottati nel rispetto delle norme e delle procedure previste oppure se sussistano i presupposti per il loro annullamento.