«Il mio sogno era anche il suo, e adesso si è avverato». E’ una emozione indescrivibile, che solo chi la prova può comprendere, quella di attaccare sul petto di chi ce l’ha fatta la patch da Vigile del Fuoco permanente. Giuliana Costa e la figlia Chiara Calosso l’hanno provata. Durante l’ultima cerimonia di giuramento a Capannelle (quella del 103° corso) mamma e figlia si sono ritrovate insieme, una di fronte all’altra, in quella che è una città nella città, dove gli aspiranti Vigili del Fuoco sono messi a dura prova per meritarsi la divisa che indosseranno ogni giorno, al servizio degli altri. E’ bella la storia che accompagna queste due donne, entrambe Vigili del Fuoco. Giuliana, 57 anni, volontaria presso il Distaccamento di San Maurizio Canavese dopo un primo periodo trascorso in quello della vicina Caselle Torinese. Perché la scelta di intraprendere questo percorso? Giuliana ha “sempre avuto il vizio” – come lo definisce lei – di aiutare gli altri. Vizio che ancora oggi non le è andato via… Nel 2009 la presentazione della domanda di ammissione. Mesi di attesa burocratica e la prima possibilità di un corso che deve saltare perché la figlia Chiara è piccola e ha bisogno di lei. La seconda data di un nuovo corso è per lei l’occasione ottimale. E nel 2016 inizia la sua missione da volontaria a Caselle per poi trasferirsi a San Maurizio dove è attualmente. «Fare il Vigile del Fuoco non è stato facile – racconta – I miei genitori non erano molto concordi su questa mia scelta che però io ho deciso di portare avanti, senza mai arrendermi. Mi sarebbe piaciuto diventare permanente, ma occorrevano costanza e anche una età un po’ più giovane. Ho seguito Chiara nel suo percorso di crescita. Devo dire che per un periodo lei non ha visto di buon occhio i Vigili del Fuoco perché quando chiamava l’emergenza e io dovevo andare lei rimaneva da sola e quindi vedeva questo mio ruolo come un ostacolo allo stare insieme. Poi però ha capito che era la sua strada e, messa in testa un obiettivo, lo ha perseguito fino alla fine. Facendo le sue libere scelte, io non le ho mai imposto nulla». Cosa ha dato e sta dando a Giuliana essere Vigile del Fuoco? «Sicuramente sono cresciuta – risponde – Si vivono certe situazioni che ti fanno riflettere, che ti mettono alla prova. Ho instaurato un bel rapporto con i colleghi di San Maurizio anche se l’essere donna e vivere in un contesto prevalentemente maschile non è di certo facile». Tra gli interventi fatti, quelli del soccorso a persona, sono quelli che maggiormente le hanno toccato il cuore. Sono quelli dove si entra nelle case e si fa ingresso anche in quell’intimità di persone che sono lasciate sole in balia del disagio e delle difficoltà che oltre quella porta nessuno pare essersene accorto. Sarebbe stato bello per Giuliana e Chiara fare un servizio di soccorso insieme, ma non è stato possibile. Da Vigile in prova, la 26enne è passata direttamente permanente saltando il percorso da volontaria, ed è in servizio attualmente al Comando di Biella. Di madre in figlia, dove è nata questa passione? La risposta non è così scontata come potrebbe sembrare, perché il vivere con una mamma in divisa pronta ad andare quando l’emergenza chiama ha sviluppato inizialmente in Chiara un rifiuto a questo mondo che vedeva come un nemico che le portava via la mamma. Tra il 2020 e il 2021 il pensiero cambia. Inizia il corso, nascono amicizie con i ragazzi del distaccamento di San Maurizio dove è stata aspirante collaborando nel week end ma mai a livello operativo. Partecipa al primo concorso, mettendosi china sui libri a studiare materie che erano per lei estranee. Alla preselettiva segue un percorso di formazione fisica che la mette a dura prova, ma che supera brillantemente con la costanza e l’impegno che la contraddistingue. Un po’ come è mamma. Il 30 dicembre 2025 inizia un percorso di formazione al polo didattico di Torino dove il corso Usar è tra quelli che l’affascina di più. L’approdo a Capannelle, a Roma, è come toccare il cielo con un dito. «Scesa al pullman davanti al K2 l’ho guardato fin lassù e ho detto tra me e me. Ce l’ho fatta!». L’emozione, il percorso di formazione – fisica e mentale – non è di certo una passeggiata… E’ stato un modo per costruire nuove amicizie e creare un gruppo che si è sostenuto a vicenda, facendo squadra. Poi la cerimonia del giuramento e quella patch messa da mamma sul petto. «In quel momento abbiamo coronato il sogno entrambe», conclude Chiara alla quale chiedo ancora cosa si aspetta per il futuro. «Prima di tutto fare tanta esperienza sul campo e imparare soprattutto a capire un intervento partendo prima di tutto dalla testa e poi operativamente. Vorrei portarmi avanti con alcune specializzazioni come il SAF avanzato e anche l’USAR. Le missioni internazionali sarebbero l’ultimo tassello del puzzle che vorrei realizzare». Cosa consigli a un giovane e soprattutto una giovane donna che vuole fare il Vigile del Fuoco? «Di non farsi intimorire dall’ambiente maschile. Di non voler dimostrare nulla agli altri ma rendere conto solo a se stessa e di prendere questo impegno con serietà».
SAN MAURIZIO CANAVESE
Mamma e figlia, passione indossando la stessa divisa: quella dei Vigili del Fuoco
Giuliana Costa, volontaria presso il distaccamento di San Maurizio Canavese, ha gioito con Chiara di questo suo traguardo: «Coronando il suo sogno, ha realizzato anche il mio»
Aggiungi Prima il Canavese alle tue fonti preferite