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L’«obbiettivo» dell’orto di comunità: recuperare il rapporto con la natura

Il programma ecosostenibile è opera dell'associazione «Oglianico 360» e ha come referente Chiara Borgaro

L’«obbiettivo» dell’orto di comunità: recuperare il rapporto con la natura
Attualità Alto Canavese, 09 Dicembre 2022 ore 00:29

«Progetto Coorto»: un orto di comunità per recuperare il contatto con la natura ai tempi del cambiamento climatico.

L’«obbiettivo» dell’orto di comunità

Questo è, in sintesi, il programma ecosostenibile intrapreso dall' associazione Oglianico 360 in collaborazione con l'associazione Onlus Fermata d'Autobus. Racconta Chiara Borgaro, 23 anni, referente del progetto: «L'associazione è nata nel 2019 da un gruppo di genitori i cui figli frequentavano l'oratorio. Solamente a marzo 2021, in piena pandemia, è stato predisposto concretamente l'orto.

Il progetto

Prima si è avviata una raccolta fondi, in cui in cambio della quota si riceve ciò che si riesce a ricavare dalla coltivazione di frutta e verdura. La distribuzione avviene settimanalmente. Ben quindici sono le persone coinvolte sotto la guida dell'associazione Oglianico 360, in collaborazione con Fermata d'Autobus Onlus, che si prende cura di persone con varie fragilità». I volontari sono guidati da Paolo Ceselli, una persona che ha maturato anni d'esperienza nel settore. Ci si ritrova tre volte a settimana per coltivare il terreno. Inoltre vengono anche organizzati dei laboratori, solitamente una volta al mese.

Obbiettivo

Continua Borgaro: «L'intento è avvinare la gente al mondo naturale affinché possa riscoprire l'importanza di sfruttare i terreni agricoli che abbiamo a disposizione ma che spesso vengono sottovalutati. Al contrario possono essere sfruttati per averne dei vantaggi Durante l'emergenza sanitaria gli studenti che abitavano fuori sede sono ritornati a Oglianico dai genitori. Siccome disponevano di molto tempo libero e non sapevano cosa fare, ci hanno dato una mano della coltivazione. Alcuni hanno continuato, altri sono ritornati a vivere nel capoluogo. In ogni caso è stata una bella esperienza svolta con persone tra i 18 e i 30 anni. Di recente si sono aggiunti alla comitiva persone adulte».

Attività

Le ultime attività, svoltasi a inizio ottobre, sono state costituite da un workshop sugli orti da passeggio, guidato da Irene Pittatore, per cui con la guida di Cristina Mandelli i partecipanti hanno realizzato dei piccoli vasetti in ceramica, contenenti una pianticella, da mettersi al collo. Paolo Grassino ha invece realizzato uno spaventapasseri con vecchio pentolame per un'opera collettiva di grande impatto. Il manufatto è stato posizionato nell'orto di Oglianico.

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